“In particolare i Vescovi si premureranno di sostenere con i mezzi a loro disposizione lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali. Ciò potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa.”
“Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali,” n. 17, Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), 1986
Questo articolo propone le prove per sostenere l’idea che alcune persone mediante la terapia possono, in gradi diversi, superare la condizione omosessuale.
Risultati a sorpresa
Nel 1997 è stato pubblicato un ampio e fondamentale studio psicologico che stabilisce scientificamente l’efficacia della psicoterapia per le persone che desiderano superare l’omosessualità. L’Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità (NARTH - National Association for Research and Therapy of Homosexuality) ha condotto questo studio su 860 individui che hanno richiesto un trattamento per pulsioni omosessuali indesiderate.
Due anni di trattamento
NARTH ha intervistato questi clienti prima e dopo due anni di trattamento in terapia tradizionale con più di duecento psicologi e terapisti. Due terzi dei clienti sperimentavano attrazioni esclusivamente omosessuali e l’altro terzo entrambe le attrazioni omosessuali ed eterosessuali. Il 63% di questi clienti ha scelto di continuare la terapia al termine dei due anni, quindi i seguenti risultati devono essere letti come una relazione interinale. (Il linguaggio dello studio evita le etichette “gay”, “lesbica” e “bisessuale”, descrive semplicemente pulsioni e comportamenti.)
Analisi dei dati
Il numero dei partecipanti allo studio che erano “quasi del tutto o esclusivamente omosessuali” si è ridotto dell’80% (da 584 all’inizio a 112 dopo due anni). Pertanto, hanno sperimentato un marcato aumento delle pulsioni eterosessuali come risultato della loro terapia.
Il numero di persone all’inizio dello studio “quasi del tutto o esclusivamente eterosessuali” era zero e questo numero è salito a 287 dopo due anni di terapia. Questo costituisce un incremento del 33%, che è il tasso convenzionale di successo per ogni psicoterapia. Non tutti hanno fatto questa svolta completa, ma il numero è sufficiente a dimostrare che molti possono ottenere questo cambiamento.
Un sondaggio dopo soli due anni di psicoterapia per ogni tipo di problema profondamente radicato, dovrebbe essere considerato solo una relazione sul progresso provvisorio del percorso ed in effetti il 63% dei partecipanti ha continuato il trattamento.
854 partecipanti (che è il 99%, ovvero tutti eccetto nove) ha definito la terapia come “valida” ed “efficace”, anche se non tutti erano diventati completamente eterosessuali. La terapia convenzionale affronta i problemi della vita che si trovano alla base di condizioni emotive indesiderate. I dati suggeriscono che le pulsioni sessuali indesiderate di questi clienti cambiano in percentuale variabile, tuttavia, ciò che ha reso la terapia valida per quasi tutti è il progresso nell’affrontare i problemi della vita ad essi sottostanti.
Commenti dei clienti partecipanti allo studio
Una partecipante di sesso femminile ha dichiarato: “Non mi aspettavo un recupero così sensibile. Il mio rapporto con gli uomini è notevolmente migliorato. Sono in grado di relazionarmi sessualmente con mio marito come mai prima. Sto imparando ad abbandonare le consuete emozioni protettive di disprezzo, arroganza, pseudo-autosufficienza, rabbia e di auto-indulgenza a favore delle emozioni d’amore.”
Un partecipante di sesso maschile ha dichiarato: “Il cambiamento è estremamente difficile e richiede un impegno totale, ma ho spezzato il terribile potere che l’omosessualità ha avuto su di me per così tanto tempo. Non mi sono sentito tanto leggero e felice da quando ero bambino. Si può cambiare e diventare liberi”.
Commento del direttore dello studio
La seguente dichiarazione del Dr. Joseph Nicolosi, direttore esecutivo della NARTH, fa parte del comunicato stampa che annunciava i risultati dello studio: “Dovremmo smettere di raccontare ai giovani ed agli altri che lottano con l’omosessualità che sono senza via d’uscita. Dovremmo invece dire, se vuoi cambiare puoi, come tanti altri che l’hanno fatto.”
Quattro conseguenze dei risultati
Questi risultati contraddicono ciò che la maggior parte degli americani crede sia possibile per le persone con pulsioni omosessuali. I dati riportati sopra contengono quattro distinte sorprese per tutti coloro che guardino all’omosessualità con mente aperta:
Esiste una popolazione di uomini e donne che lottano con i desideri omosessuali e persistono nel loro desiderio di cambiare anche a fronte del messaggio della società secondo cui dovrebbero rinunciare a quella speranza e accettare la propria condizione. Una significativa minoranza di psicologi e terapeuti ancora offre, decisamente contro la teoria prevalente, un trattamento per aiutare le persone che vogliono essere libere dall’omosessualità.
L’omosessualità ha cause emotive e psicologiche che possono essere affrontate nel contesto della tradizionale consulenza terapeutica. Nella maggior parte dei casi, questo trattamento riduce gradualmente le attrazioni omosessuali affrontandole come un sintomo di altri problemi. Un tale trattamento può essere efficace per una grande percentuale di coloro che vi ricorrono. Inoltre, la sessualità non è rigidamente fissata, ma molto fluida ed aperta al cambiamento. Noi non lo sapevamo perché non avevamo mai sentito parlare di tali successi.
Speranza, ma non risposte facili
La Chiesa Cattolica Romana ha sempre insegnato che le attrazioni omosessuali sono oggettivamente disordinate. Il rapporto NARTH fornisce un suppporto clinico a tale punto di vista in quanto da speranza, piuttosto che auto-condanna, alle persone che per ragioni di fede o filosofia non accettano le proprie pulsioni omosessuali come normali. Questo studio offre speranza, ma con importanti limitazioni:
Non tutti possono permettersi la psicoterapia o trovare un terapeuta che ha la formazione, l’esperienza ed i valori per assistere in questo percorso.
Il profondo lavoro emotivo che comporta può non essere una priorità sufficientemente importante a garantire l’impegno richiesto. Non tutti coloro che s’impegnano in questo sforzo riescono se si definisce il successo come l’eliminazione delle pulsioni omosessuali. Se, invece, il successo è definito come una significativa crescita personale, la grande maggioranza delle persone troverà la terapia efficace. Non tutti vogliono superare l’omosessualità. Il trattamento è efficace solo per le persone che apprezzano la scoperta della loro eterosessualità. Sollecitare ad intraprendere la terapia chi non vuole è inutile.
Un terzo gruppo
Un gruppo di persone con pulsioni omosessuali che si fa sentire molto sostiene la visione dominante che l’omosessualità è sana ed immodificabile. Un secondo gruppo (in gran parte messo a tacere) della popolazione è in forte disaccordo e considera le attrazioni omosessuali come una forma d’immaturità. Lo studio NARTH sostiene questo punto di vista. Il terzo - e forse più grande - gruppo di persone rimane indeciso se abbracciare o resistere alla propria omosessualità. Questo opuscolo è destinato soprattutto a loro, intende semplicemente offrire loro la possibilità di un percorso per uscire fuori dall’omosessualità. Un altro pamphlet di questa serie, “Sei aree di crescita personale”, descrive quel percorso.