Un’appropriata terapia

Homosexuality&Hope_cover_ITA“Molti casi [di omosessualità], specialmente quando la pratica di atti omosessuali non si è strutturata, possono giovarsi positivamente di un’appropriata terapia”. (vedi PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA Documento Sessualità umana: verità e significato, Orientamenti educativi in famiglia, 8 dicembre 1995, n. 104)

Il vescovo Reig Pla, nell’introduzione all’edizione spagnola di Amare nella differenza, afferma: «la particolare inclinazione della persona omosessuale è “oggettivamente disordinata”; per questo non basta  non usare della genitalità, è moralmente obbligatorio disporre tutti i mezzi legittimi per correggere tale inclinazione “oggettivamente disordinata”, d’altro canto faremmo passare per buona una gravissima vulnerabilità che per il bene della persona e di chi gli è vicino dobbiamo combattere. La castità, intesa come dominio di se stessi è virtù per imparare ad amare, attraversa tutte le dimensioni della persona (comprese l’inclinazione erotica, l’immaginazione, ecc.) perché la sessualità è costitutiva della persona. Se non fosse possibile reindirizzare la tendenza “oggettivamente disordinata” della A.S.S., la persona vedrebbe seriamente ostacolata la propria vocazione all’amore. Infatti non è difficile trovare persone sposate e sacerdoti con A.S.S., i quali ad un certo punto della propria vita sono stati invitati a scegliere, vivendo in una castità compresa erroneamente; nel tempo molti hanno iniziato a vivere una “doppia vita” con conseguenze distruttive per loro stessi e per chi gli è vicino. In particolare nel caso dei sacerdoti e religiosi questa cattiva prassi è stata una delle cause che ha provocato una delle maggiori crisi della Chiesa negli ultimi anni. Pertanto, per poter portare avanti, in modo completo, senza riduzionismi, ciò che è proposto dalla Chiesa nel Catechismo è necessario offrire e accettare una “appropriata terapia”. Quando parliamo di “appropriata terapia” ci riferiamo alla “terapia integrale” secondo l’ “antropologia adeguata” insegnata dal beato Giovanni Paolo II e che affronta tutti i dinamismi della persona (fisici, psichici e spirituali). Alla Chiesa, nella sua missione pastorale, competono specificatamente solo gli aspetti morali e spirituali nella sua azione, ovvero: accoglienza, accompagnamento e “terapia spirituale” in tutti i suoi aspetti (sacramenti, direzione spirituale, orientamento, ecc.). Gli altri aspetti sono competenza di medici, psicologi, e psichiatri a seconda della volontà degli interessati e il bene oggettivo della persona. Ma attenzione, questo non significa che la Chiesa non comprenda gli aspetti che riguardano il corpo e la psiche. Al contrario, da sempre la Chiesa ha favorito, nel limite delle sue possibilità che specialisti qualificati in ogni materia clinica si prendano cura di tutti coloro che lo richiedano liberamente, specialmente i più poveri e bisognosi; è ciò che viene fatto, ad esempio, negli ospedali cattolici di tutto il mondo o nei già citati Centri diocesani di orientamento familiare. Anche nelle loro università e negli altri istituti accademici, la Chiesa stimola gli scienziati ad investigare in tutti campi della scienza, compresi quelli della psichiatria e psicologia. Per questo, alle persone attratte dallo stesso sesso che liberamente lo sollecitino, la Chiesa offre nelle parrocchie assistenza spirituale da parte di sacerdoti e catechisti, ecc., e nei centri di orientamento familiare (COF) “terapia integrale”, ovvero una “terapia del cuore” che comprende l’assistenza spirituale e l’orientamento, e si procede a discrezione degli specialisti e con il consenso informato dei diretti interessati (se sono minori con il consenso dei loro genitori o tutori), a una terapia psicologica o/e psichiatrica. Questi “itinerari di libertà e speranza” permettono la maturazione affettivo-sessuale, nella mascolinità e femminilità, degli uomini e delle donne che li percorrono. L’esperienza dimostra che, senza dubbio, è possibile la speranza». (vedi il testo completo qui)

“Così come non c’è un consenso scientifico sulla causa dell’inclinazione omosessuale, non c’è neanche consenso scientifico sulla terapia per trattarla. Alcuni hanno trovato utile un trattamento terapeutico”. I vescovi [degli Stati Uniti; vedi Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, Ministero per le persone con una inclinazione omosessuale: Linee guida per la cura pastorale (14 novembre 2006) ] incoraggiano coloro che cercano una terapia a rivolgersi presso uno psicologo professionista qualificato che, al tempo stesso, “comprenda e sostenga l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità” e anche “a cercare la guida di un confessore e direttore spirituale, che sosterrà i loro sforzi per vivere una vita casta”. Courage sottolinea l’importanza di avere sia un approccio psicologico che spirituale per affrontare l’A.S.S. in modo tale che si completino a vicenda.

L’Apostolato Courage offre un programma morale e spirituale a chi desideri andare oltre la condizione omosessuale vivendo in castità, non fornisce trattamenti terapeutici né indica come preferibile un modello terapeutico specifico, purché questo sia coerente con l’antropologia cristiana e l’insegnamento morale della Chiesa cattolica.

Se desiderate contattare un professionista qualificato che, al tempo stesso, “comprenda e sostenga l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità” potete rivolgervi alle seguenti associazioni professionali:

AIPPC – Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici

ATC – Associazione Terapisti Cattolici

Per la posizione dei medici cattolici in merito all’omosessualità si veda la dichiarazione della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici (FIAMC)  accessibile qui.

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