Testimonianza di Marco

Pensavo che la mia omosessualità fosse ormai sotto controllo. Ero cattolico da cinque anni, andavo a messa ogni giorno, pregavo il rosario quotidianamente, andavo in ritiro spirituale una o due volte l’anno, facevo volontariato presso la mia parrocchia. Tuttavia, dopo una serie di crisi, tornai a praticare l’omosessualità in modo compulsivo. Cosa era successo? Provavo attrazione per lo stesso sesso da quando inziai a masturbarmi all’età di 12 anni. Mi masturbavo almeno una volta al giorno e nel frattempo andavo sviluppando forti fantasie erotiche fino a quando non ebbi la mia prima esperienza sessuale all’età di 24 anni.

La vita famigliare era quella classica dove il padre lavora tutto il giorno, ti fa avere tutto, ma poi non ha mai tempo per te. È morto quando avevo 15 anni. Mia madre era invadente e dominante. Era molto severa quanto a disciplina. Avevo due fratelli coi quali litigavo tutto il tempo. Mio fratello più grande mi prendeva a botte e così io facevo lo stesso con quello più piccolo.

A quasi vent’anni, ebbi una pseudo-storia romantica con una donna più grande di me. Le sue sfuriate di gelosia insieme alla mia dipendenza emotiva da lei mi portarono ad abbandonare i miei amici in un momento importante dello sviluppo.

Non avevo una vita di fede che mi permettesse di crescere come persona, solo un po’ di formazione cristiana che avevo ricevuto presso una scuola pubblica elementare per circa due anni. In famiglia non si andava mai a messa, né si pregava. Quando entrai all’università, mi presentavo già come ateo ed ero pronto a litigare con qualsiasi credente. Per questo per me fu una grande sorpresa sperimentare una sorta di risveglio spirituale dopo tre anni di attività omosessuale e grandi quantità di alcol. In realtà, l’ultimo “fidanzato” che ebbi prima della mia conversione era un devoto ebreo di nazionalità israeliana, che mi leggeva la bibbia in ebraico. Quanto è vero che Dio sfrutta ogni opportunità.

Nel corso degli anni successivi, frequentai diverse forme di spiritualità, dove leggevo la Bibbia e pregavo. In seguito rimasi attratto dal Cattolicesimo per via delle scritture e dell’eucaristia. Decisi di formarmi nella fede e di ricevere la confermazione.

A un certo punto sembrava che la mia omosessualità si stesse affievolendo. Niente più rapporti. Riuscii anche a passare lunghi periodi senza masturbarmi. Il mio rapporto con la fede sembrava ormai incrollabile ed io ero piuttosto sicuro che Dio mi stesse guarendo. Tuttavia, adesso capisco che l’omosessualità la stavo reprimendo, e non affrontando.

Ecco che si presentarono alcuni momenti difficili: lasciai il lavoro, una secondà opportunità di carriera svanì nel nulla, non avevo un posto dove vivere, un progetto imprenditoriale con mio fratello fallì e così anche il nostro rapporto. Nel frattempo, stavo entrando in una “notte oscura” dove sembrava che Dio mi stesse abbandonando.

Fu questo il momento in cui le tentazioni riapparvero più insistenti ed io stavo gradualmente tornando alla mie vecchie dipendenze, dalla masturbazione frequente al guardare “soft porn” alla tv, dall’acquisto di materiale pornografico al sesso telefonico, dal desiderio di fare di nuovo sesso fino ad avere rapporti veri e propri e navigare su internet per conoscere nuove persone. Tornai lì dove avevo lasciato e la dipendenza era più forte che mai.

È quasi un miracolo che la mia fede sia sopravvissuta a quel periodo di profonda infelicità. Ma avevo abbastanza fede in Cristo per cercare il Suo aiuto.

Fu in quel periodo che conobbi Courage. Avevo letto qualcosa su Courage nel libro di Padre Benedict “The Courage to be Chaste” (“ll coraggio di essere casti” ndr). Così iniziai ad andare ai loro incontri e vi trovai altre persone con la stessa “spina nella carne”. Andai ad una conferenza di Courage, poi ad un ritiro spirituale, feci qualche progresso nella mia vita di preghiera, e mi feci nuove e caste amicizie. Cominciai a leggere libri e articoli sull’attrazione per lo stesso sesso. Cominciai anche a farmi seguire da alcuni esperti.

Come risultato di tutto questo non sono più fuori controllo. Sto affrontando il mio problema. Sto lavorando sui 12 passi. Sto scoprendo quali sono gli elementi di stress che scatenano il desiderio omosessuale – rabbia, risentimento, autocommiserazione, rifiuto, solitudine – e cerco di risolverli man mano che sorgono. La mia vita di preghiera adesso è più profonda, più realistica, meno ritualistica. Cerco di ricordarmi spesso quanto Dio mi ama con tutti i miei difetti e le mie cadute e che Lui mi cerca sempre, come il padre cerca il suo figliol prodigo.

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