Testimonianza di Cristian

La mia storia narra di come io ed il mio ex-partner siamo diventati, da un giorno all’altro e con grande sorpresa, membri di Courage.

Durante l’avvento, per la festa dell’Immacolata, per essere precisi, mi capitò tra le mani, in una libreria cattolica, un volantino che riguardava le devozioni a Gesù re di tutte le nazioni. La promessa di “effetti potenti e stroardinari” era allegata ad una novena della santa comunione, in onore di Gesù sotto quel titolo. Così il giorno dopo andai a messa e iniziai la novena. Fu durante quel periodo (nove comunioni di seguito, ma non necessariamente nove giorni di calendario di seguito), che iniziai ad avere forti dubbi sul mio stile di vita. Da cattolico con attrazione per lo stesso sesso (A.S.S.) che aveva vissuto gli otto anni precedenti con un uomo non cattolico, in una relazione stabile e fedele, avevo già avuto alcuni dubbi in precedenza – ed anche lui- sull’aspetto sessuale della nostra relazione, ma entrambi riuscivamo sempre a mettere da parte questi pensieri seccanti. Circa una settimana prima di Natale, mi accostai al sacramento della riconciliazione (era una condizione della novena) e con timidezza e senza essere troppo specifico, confessai i miei “peccati sessuali”. Fatto questo, cominciai a sperare di potere “restare pulito” per Natale e così avvenne. Fu infatti una messa di Natale molto speciale. Da allora in poi, i miei dubbi si moltiplicarono. Cominciai a desiderare di essere “pulito” più a lungo e questo dunque mi mise in una posizione molto difficile con il mio amico Matteo. Come avrei potuto dirgli che avevo inizato a vedere le cose in modo diverso?

Il 6 gennaio, iniziai una seconda novena di comunioni, questa volta per Matteo, e chiesi al Signore di aiutarmi a risolvere questa situazione complicata. Speravo che in qualche modo Lui potesse cambiare il cuore di Matteo e che un giorno Matteo venisse da me e mi dicesse: “Voglio che rinunciamo al sesso!”. Non perché avessi paura di toccare l’argomento, ma perché era un tema troppo complesso: insistendo sull’aspetto fisico della nostra tregua sentimentale, non volevo dargli l’impressione che lo stessi costringendo ad adattarsi alla mia coscienza cattolica ed allo stesso tempo non volevo tagliarlo fuori dalla Chiesa, verso la quale lui aveva spesso mostrato un certo interesse. Dopo tutto, era la nostra reciproca devozione – inarrestabile difronte ogni ostacolo per otto anni – che era stata tanto salutare per lui. Aveva sofferto di personalità multipla a causa di abuso infantile e avevamo sempre percepito questa guarigione come proveniente da Dio per mezzo dell’amore che condividevamo.

Dopo la mia seconda comunione per questa novena – messa domenicale del 10 gennaio – stava per arrivare la sorpresa della mia vita. Più tardi in quello stesso giorno, Matteo mi disse che aveva qualcosa di serio di cui parlare. “Voglio diventare cattolico”, disse, “Voglio sapere cosa devo fare ed essere battezzato”. Stavo per svenire, specialmente alla seconda parte della notizia. “Voglio anche ricevere la Comunione, e qui viene la parte meno piacevole. Mi dispiace ma dovremo dire addio alla nostra vita sessuale. Non penso sia possibile ricevere la comunione ed essere sessualmente attivo. In un modo o nell’altro doveva capitare – la mia infanzia ha rovinato quella parte di me – quindi, cosa ne pensi della castità?”

Tre giorni dopo volevo fare una bella confessione generale. Essendo troppo tardi per trovare il sacerdote della chiesa che spesso frequentavo, decisi di passare in cattedrale prima di tornare a casa. Lì trovai un avviso che diceva che ci si poteva confessare per appuntamento. Con il cuore in gola, vagai per il presbiterio, sperando d’imbattermi nel sacerdote che avevo incontrato lì diciotto mesi fa e che mi aveva fatto una gran buona impressione. Aprì la porta! Si disse disponibile a confessarmi. Fortunatamente, non si mostrò severo quando parlai della mia omosessualità, ma constatò con calma: “Quindi hai peccato con un altro uomo”. Era di gran lunga più preoccupato che io avessi ricevuto la santa comunione in uno stato di peccato. In quel momento non sentii rimorso (nel senso che non ero ancora del tutto convinto che i peccati che avevo confessato fossero realmente peccati). Non sentivo niente di quello che pensavo avrei dovuto sentire. Cominciai a disperarmi per tutte le comunioni sacrileghe che avevo fatto fino a quando non potei riparlarne col sacerdote. Da quel giorno in poi, cominciai ad avere un profondo desiderio di partecipare alla messa ogni giorno (ogniqualvolta mi era possibile) e ad ogni messa recuperavo gradualmente gli occhi spirituali che mi facevano vedere che il sesso omosessuale era sbagliato; versavo qualche lacrima di gioia di tanto in tanto di fronte al Signore; cominciai a sperimentare un profondo e toccante senso di unione con Gesù nel momento della comunione; iniziai a ricordare come era stato straordinario essere così vicino a Lui quella volta otto anni fa e a capire che adesso ero in grado di restaurare questa intimità spirituale con la coscienza libera. Era incredibilmente bello essere puro, casto, “riportato all’innocenza grazie al sacramento della penitenza”.

Durante i giorni e le settimane che seguirono, mi aspettavo quasi che Matteo avrebbe cambiato idea e ci avrebbe ripensato sul fatto di voler rimanere casto. Ma non lo fece. Alla fine di gennaio suggerì di avere camere da letto separate, cosa che facemmo. Sono passati già quattro mesi e la nostra castità continua.

Ciò che ci ha aiutato enormemente nei nostri continui sforzi è stato Courage, che non chiede ai suoi membri di modificare il proprio orientamento, ma li sostiene nel loro cammino con Dio e li incoraggia a vivere una vita in castità, progredendo nella loro adesione spirituale alla Fede Cattolica.

In quel momento non lo sapevo, ma il sacerdote che fermai per la confessione in cattedrale era il cappellano del primo gruppo di Courage della diocesi, che si stava avviando in quel momento. Non è incredibile? Il sacerdote mi suggerì con delicatezza di valutare la possibilità di farne parte. Dopo avere portato a casa il manuale di Courage, Matteo ed io lo leggemmo insieme ed entrambi decidemmo di frequentare il gruppo il mercoledì successivo.

Oggi Matteo va dallo stesso sacerdote per ricevere la formazione adeguata a diventare cattolico, mentre io assisto alle lezioni. Adesso, fermamente convinto che gli atti sessuali “gay” sono contrari alla volontà di Dio, ha trovato la pace per la prima volta in 31 anni ed aspetta con ansia di essere battezzato e di ricevere la sua prima santa comunione.

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