11 insegnamenti della Chiesa cattolica sull’omosessualità

“furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona.”
Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, n. 3, Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), 1986

Bisogna conoscere ciò che insegna la Chiesa cattolica

A volte si sente dire: “La Chiesa accetta l’omosessualità come naturale e normale”, o “La Chiesa condanna gli omosessuali.” Per chiarire questa confusione, questo articolo cita e commenta undici affermazioni di una lettera della CDF del 1986 intitolata “Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali”.

1.L’unione amorosa e donatrice di vita

“La Chiesa … celebra nel sacramento del matrimonio il disegno divino dell’unione amorosa e donatrice di vita dell’uomo e della donna.” CDF Lettera, n. 7

Dio ha creato il sesso per due scopi congiunti: la felicità di un uomo e una donna uniti nell’amore coniugale e la felicità di una nuova vita che nasce da questa unione. Togliete uno dei due – ad esempio con l’adulterio, la prostituzione, masturbazione, sesso prematrimoniale o attività omosessuale – e l’attività sessuale diventa negativa e limitante, perché questi due obiettivi sono iscritti in noi. Siamo fatti fisicamente per amare e per generare nuova vita. Atti sessuali non conformi a questo disegno ci separano da una parte di noi stessi e da ciò che Dio vuole per noi; escludono e sopprimono una parte di ciò che il sesso è e parte di ciò che noi siamo.

2. Un disegno sessuale complementare

“Scegliere un’attività sessuale con una persona dello stesso sesso equivale ad annullare il ricco simbolismo e il significato, per non parlare dei fini, del disegno del Creatore a riguardo della realtà sessuale. L’attività omosessuale non esprime un’unione complementare, capace di trasmettere la vita…” CDF Lettera, n. 7

Il piano di Dio per noi è quello di partecipare al mistero del maschile e del femminile, percorrere la distanza tra i sessi e unirsi. L’omosessualità usa il sesso per qualcosa di diverso da ciò che il Creatore ha inteso. La natura dei nostri corpi non richiede complicati dati scientifici per dimostrare l’ovvio fatto che i nostri corpi non sono fatti per l’unione di persone dello stesso sesso. La Chiesa sta dicendo che neanche i nostri cuori lo sono e quindi non è buono per noi o per la nostra felicità e crescita a lungo termine. Dio ci ha creati fisicamente ed emotivamente per “l’unione complementare” e la procreazione.

3. L’inclinazione omosessuale è oggettivamente disordinata

“… la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.” CDF Lettera, n. 3

Le attrazioni erotiche per persone dello stesso sesso possono sorgere per una serie di motivi che possono essere compresi, sia psicologicamente che emotivamente. A volte sono temporanee – soprattutto per gli adolescenti – ma per alcune persone, i sentimenti omosessuali sono profondamente radicati e difficili da superare. La Chiesa dice che non è un peccato avere tali attrazioni (soprattutto se l’elemento erotico non è alimentato volutamente), ma è un disordine oggettivo, un problema.

Può essere difficile capire che cosa sia un “disordine oggettivo”. Ciò significa che l’inclinazione verso un atto omosessuale indica che il desiderio stesso si sta muovendo nella direzione sbagliata, normalmente la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne ha un’attrazione naturale, data da Dio, verso l’unione fisica con una persona del sesso opposto. Questo è naturale e buono perché conduce la maggior parte delle persone al matrimonio, mentre l’attrazione per lo stesso sesso, sebbene non peccaminosa in se, finisce in un atto disordinato, se vi si acconsente.

Si potrebbe obiettare che un uomo che compie adulterio con una donna incorra in un atto disordinato, ma l’inclinazione a tale atto è considerata naturale sebbene mal indirizzata in circostanze ordinarie. Sotto la circostanza del matrimonio però questa inclinazione è buona perché porta ad un rafforzamento dell’unione tra uomo e donna ed alla procreazione di un figlio.

Le attrazioni erotiche per persone dello stesso sesso non portano ad un rafforzamento dell’unione tra uomo e donna, né alla procreazione di un figlio, perciò sono considerate oggettivamente disordinate, ma non peccato in sé e per sé.

4. Non è moralmente accettabile

“Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile. […] È solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto.” CDF Lettera, nn. 3 e 7

5. La Chiesa non chiama nessuno “omosessuale”

“La Chiesa … rifiuta di considerare la persona puramente come un «eterosessuale» o un «omosessuale» e sottolinea che ognuno ha la stessa identità fondamentale: essere creatura e, per grazia, figlio di Dio, erede della vita eterna.” CDF Lettera, n. 16

La Chiesa non mette un’etichetta su nessuno. Dire che qualcuno è “gay” o “lesbica” o un “omosessuale” è definire una persona nella sua interezza mediante un solo aspetto. Questo può paralizzare l’identità di una persona e bloccarne l’ulteriore crescita emotiva. Questo è proprio il tipo di etichettatura che genera il pregiudizio e la discriminazione. La Chiesa si oppone a ogni comportamento che definisce immorale, ma insegna sempre il sostegno ed il rispetto per la persona. Etichettare qualcuno significa limitarlo e mancargli di rispetto.

6. La Chiesa condanna la malizia violenta

“Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino.” CDF Lettera, n. 10

Alcune persone disprezzano coloro che lottano contro le attrazioni omosessuali. La Chiesa condanna ogni espressione di questo atteggiamento, per esempio: barzellette contro gay o lesbiche, attacco verbale e fisico, l’esclusione sociale, il rifiuto di amici o familiari, l’evitare il tema dell’omosessualità e così via. Questo comportamento è decisamente sbagliato. E’ ciò che la Chiesa chiama “peccato contro la carità.” Le persone che lottano con pulsioni omosessuali devono affrontare numerose sfide. Hanno bisogno di amore e d’incoraggiamento, non maltrattamenti.

7. Rispetto per ogni persona

“La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni.” CDF Lettera, n. 10

Quando senti commenti offensivi su persone che lottano con l’omosessualità, la Chiesa dice: non tollerarlo. Prendi posizione. Quando un amico o un familiare ti confida che sperimenta attrazioni omosessuali, questo è il momento in cui la tua amicizia e risposta cristiana contano davvero. I buoni amici si correggono vicendevolmente, quindi puoi e devi dire quello che credi. Puoi continuare a mostrare sia l’amore cristiano che la fedeltà alla Verità, non importa quale decisione prendano.

8. Pressioni sulla Chiesa

“… oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all’interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali.” CDF Lettera, n. 8

Uno dei più difficili compiti della Chiesa è quello di dire la verità con amore e fronteggiare le idee ed i comportamenti auto-distruttivi di ogni società e spesso quelle società fanno opposizione. Il nostro “vero amore” cristiano insiste sul fatto che Dio ha in mente per noi più di quanto l’attività omosessuale potrà mai offrire. La nostra antica tradizione giudaico-cristiana sta subendo un forte attacco soprattutto in America. Ogni giovane cattolico si può aspettare di sentire queste pressioni -alcune anche da dissidenti all’interno della Chiesa, alcune da parte di insegnanti o consulenti, altrimenti rispettati. Se affermi apertamente la dottrina della Chiesa e chiedi ad un tuo amico di mettere in discussione il percorso “gay-positivo”, è molto probabile che tu venga etichettato come “omofobo”. Ci vuole coraggio per dire una verità impopolare, ma è un atto di vero amore. Riafferma il tuo amore al tuo amico e non cedere.

9. Persone generose e che fanno dono di se stesse

“L’attività omosessuale … contraddice la vocazione a un’esistenza vissuta in quella forma di auto-donazione che, secondo il Vangelo, è l’essenza stessa della vita cristiana. Ciò non significa che le persone omosessuali non siano spesso generose e non facciano dono di se stesse, ma quando si impegnano in un’attività omosessuale esse rafforzano al loro interno una inclinazione sessuale disordinata, per se stessa caratterizzata dall’autocompiacimento.” CDF Lettera, n. 7

Che cosa succede se i tuoi amici attivamente omosessuali sono comunque brave persone? La loro attività sessuale tuttavia contraddice la bontà e, per amicizia e amore di onestà, devi dire loro con chiarezza, almeno una volta, ciò in cui credi e perché. Detto questo puoi ancora riconoscere le altre buone qualita che vedi nei tuoi amici, come fa la Chiesa. Puoi tranquillamente essere presente per il tuo amico e dire come stanno le cose. Questa lealtà a volte è stata l’ancora di salvezza per persone che in fondo non volevano la vita e l’identità omosessuale, ma erano state convinte di non avere scelta in materia, perché non avevo mai sentito nessuno dire qualcosa di diverso.

10. Sempre e totalmente soggetto a coazione?

“Dev’essere comunque evitata la presunzione infondata e umiliante che il comportamento omosessuale delle persone omosessuali sia sempre e totalmente soggetto a coazione e pertanto senza colpa.” CDF Lettera, n. 11

“Non riesco a smettere” è il grido del dipendente e significa che una persona sente che qualcosa d’estraneo ha preso possesso della sua libertà. Ma non tutte le forme di omosessualità sono compulsive, soprattutto all’inizio. Alcuni sperimentano il sesso omosessuale solo per vedere se gli piace. Tuttavià il sesso per puro piacere, spesso, porta alla dipendenza sessuale: tanto quello eterosessuale che omosessuale. La dottrina cattolica ci ricorda che il nostro libero arbitrio è un dono di Dio e tutto ciò che ci controlla è contrario agli scopi di Dio. Alcune persone che una volta erano attivamente omosessuali testimoniano che non gli ci volle poi molto per diventare profondamente dipendenti dal sesso gay o lesbico. Superare la dipendenza è stata una lotta molto difficile ma non impossibile.

11. Evitare l’attività omosessuale

“… lo sforzo umano, illuminato e sostenuto dalla grazia di Dio, potrà consentire ad esse di evitare l’attività omosessuale.” CDF Lettera, n. 11

Molte persone incontrano difficoltà nel tentativo di abbandonare una vita omosessuale terribilmente rischiosa. Quattro fattori sono necessari per il successo: la profonda convinzione che solo una vita casta è bene, un forte supporto da parte di altri, impegno personale totale e la fiducia in Dio. Molte persone riescono a ristabilire l’autocontrollo sessuale, ma sono felici? L’opinione popolare dice: “No!” immaginando un tormento senza fine per la repressione del desiderio. Chi ha superato il problema dice che non è così. Riferisce invece di una grande felicità e gratitudine verso Dio per essere stato finalmente liberato dal potere umiliante della lussuria. Il risultato è una maggiore fiducia in se stessi e la pace interiore.

Comments are closed.