Dipendenza Emotiva: un pericolo per le amicizie del cuore

di Lori Thorkelson

(tratto da SloppyNoodle.com)

EMO

“Custodisci il tuo cuore più d’ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita.” (Proverbi 4,23)

Nel corso degli anni, abbiamo capito che una delle sfide più intense che le persone si trovano ad affrontare è il problema della dipendenza emotiva. La dipendenza emotiva può variare da un violento attaccamento romantico verso un’altra persona fino ad un’amicizia platonica divenuta troppo invadente e possessiva. Alcuni mesi fa lo staff di Love in Action San Rafael ha organizzato uno specifico incontro per studiare la questione delle relazioni emotivamente dipendenti. I risultati di tale incontro, oltre alla conoscenza acquisita attraverso la nostra esperienza di assistenza psicologica, sono rispecchiati in questo articolo in tre parti. Parte 1 definisce il problema e descrive alcuni dei presupposti che portano a relazioni di dipendenza.

Parte 1

Mary ha passato molte ore con Sarah, consigliandola ed aiutandola nei suoi sforzi per essere una nuova cristiana. Sembravano aver instaurato una grande amicizia con molti interessi comuni ed un comune amore per il Signore. Sarah sentiva che Mary la capiva meglio di chiunque mai. Neanche Bill, il marito di Sarah, era in grado di darle la confidenza che provava con Mary. Mary e Tom, suo marito, avevano un matrimonio soddisfacente, ma il lavoro di Tom lo teneva spesso lontano da casa. Mary, una persona affettuosa, investiva volentieri il suo tempo e la sua attenzione in Sarah, che sembrava veramente avere bisogno di lei. Era appagante per Mary vedere Sarah crescere nel Signore e godeva della sua ammirazione.

Il colpo arrivò quando Mary e Sarah si scoprirono emotivamente e fisicamente coinvolte. Nessuna delle due si era resa conto di sentimenti omosessuali precedentemente. Entrambe amavano Dio ed i loro mariti. La loro amicizia sembrava incentrata su Cristo, in quanto spesso pregavano e leggevano la Bibbia insieme. Se quello che facevano era sbagliato, perché Dio non le aveva fermate? Perché non avevano visto i segnali di pericolo lungo la strada? Ora che erano così fortemente coinvolte non potevano immaginare di separarsi. Che cosa stiamo per fare? si chiesero.

Che cos’é la dipendenza emotiva?

Molto prima che Mary e Sarah fossero coinvolte in una relazione omosessuale erano entrate in un rapporto emotivamente dipendente.

La dipendenza emotiva, come l’abbiamo definita, è:

 – la condizione risultante quando la presenza attuale e/o la cura affettuosa di un altro si ritiene necessaria per la sicurezza personale

Questo cura affettuosa si manifesta in molte forme diverse d’intromissione della vita di una persona in quella di un’altra:

 – attenzione

 – ascolto

 – ammirazione

 – consiglio

 – appovazione

 – tempo passato insieme

Le relazioni di dipendenza emotiva possono apparire innocue o addirittura sane in un primo momento, ma possono condurre alla distruzione e a vincoli più grandi di quanto la maggior parte delle persone possa immaginare. Ci sia o no un coinvolgimento fisico, il peccato entra in scena quando un’amicizia diventa un rapporto di dipendenza. Per distinguere l’interdipendenza normale che si crea nei rapporti sani da una dipendenza malsana vedremo i fattori che portano a relazioni di dipendenza: come e perché iniziano e come sono mantenute.

Caratteristiche di una relazione di dipendenza

Noi tutti abbiamo un profondo bisogno, posto in noi da Dio, di amicizie intime. Come sappiamo se rispondiamo a questa esigenza legittimamente? C’è un modo per riconoscere quando oltrepassiamo il confine della dipendenza? Di seguito alcuni sintomi che indicano che sta prendendo piede una dipendenza emotiva.

Quando entrambi i soggetti di una relazione:

 – sperimentano frequentemente gelosia, possessività ed un desiderio di esclusivismo, vedendo le altre persone come un pericolo per la relazione

 – preferiscono passare il tempo soli con quest’amico/a e si sentono frustrate quando questo non è possibile

 – vanno irragionevolmente in collera o si deprimono quando questo/a amico/a si ritira lievemente

 – perdono interesse nelle amicizie eccetto che per questa

 – sperimentano sentimenti romantici o sessuali che portano a fantasticare su questa persona

 – si preoccupano dell’aspetto, personalità, problemi ed interessi di questa persona

 – non sono disposti a fare progetti a breve o lungo termine che non includano l’altra persona

 – sono incapaci di giudicare realisticamente le colpe dell’altro

 – si mettono sulla difensiva quando si parla della loro relazione

 – dimostrano affetto fisico al di là di ciò che è appropriato per un’amicizia

 – fanno spesso riferimento all’altro nella conversazione, si sentono liberi di “parlare per» l’altro

 – esibiscono una confidenza ed una familiarità con questo/a amico/a che mette gli altri a disagio od in imbarazzo alla loro presenza.

Da cosa distinguiamo una relazione di dipendenza da una sana amicizia?

Una sana amicizia è libera e generosa. Entrambi gli amici sono desiderosi d’includere altre persone nelle loro attività. Provano gioia quando un amico ha un buon rapporto con un altro. In una buona amicizia desideriamo vedere il/la nostro/a amico/a raggiungere il suo pieno potenziale, sviluppare nuovi interessi ed abilità. Una relazione di dipendenza è invadente, crea una stagnazione del rapporto e limita la crescita personale. Nelle relazioni normali siamo sensibili a ciò che i nostri amici dicono o fanno, ma le nostre reazioni sono equilibrate. Quando siamo emotivamente dipendenti, un’osservazione casuale del nostro amico/a ci può mandare in estasi come gettarci nello sconforto più profondo. Se un caro amico si allontana, è normale per noi provare dispiacere ed un senso di perdita. Se uno dei soggetti in una relazione di dipendenza si allontana l’altro diviene preda di angoscia, panico e disperazione. Una sana amicizia è piena di gioia, sanante e costruttiva; una dipendenza emotiva genera vincoli.

Presupposti della dipendenza emotiva

La dipendenza emotiva per molti arriva all’improvviso. Come per Mary e Sarah, non vedono il problema finché non si è impossessato di loro. Tuttavia le dipendenze non si sviluppano senza ragione. Determinati elementi nella nostra personalità o certe situazioni possono costituire i presupposti di rapporti vincolanti. Anche peccati e ferite del passato ci rendono vulnerabili. Avere consapevolezza di questi presupposti ci aiuta a sapere quando dobbiamo esercitare una speciale attenzione nelle nostre relazioni.

Predisposizione della personalità: chi è a rischio?

Chiunque può cadere in un rapporto di dipendenza, data la giusta pressione e circostanze. Ci sono, tuttavia, alcuni tipi comuni di personalità che gravitano costantemente l’uno verso l’altro per formare dipendenze. La combinazione di base sembra essere l’individuo che appare “avere tutto sotto controllo” unito con uno che ha bisogno di protezione, cura o forza offerte dall’altro. Variazioni sul tema includono:

 – consigliere / persona con problemi

 – persona autoritaria / persona bisognosa di guida

 – genitore / figlio

 – docente / studente

Sebbene queste coppie sembrino costituite da una persona forte e di una bisognosa, in realtà consistono di due persone bisognose. Quella “forte” ha in genere un profondo bisogno di sentirsi necessaria. Il più delle volte, quella che appare più debole di fatto controlla il rapporto. Abbiamo parlato con persone che sono state “deboli” in una relazione e “forti” in un’altra, e talvolta questi elementi non sono affatto evidenti. Un’amicizia equilibrata può trasformarsi in un rapporto di dipendenza, se altri presupposti sono presenti.

Circostanze: quando siamo più a rischio?

Certe volte nella vita ci sentiamo insicuri, pronti ad aggrapparci a qualunque forma di sicurezza a nostra disposizione.

Alcune di queste circostanze sono:

 – Crisi esistenziali: rottura di un rapporto, morte di una persona cara, perdita del posto di lavoro

 – Fasi di transizione: adattamento ad un nuovo lavoro, cambiamento di casa, fidanzamento o l’essersi appena sposati, cominciare l’università, convertirsi al cristianesimo

 – Periodi con picchi di pressione: settimana finale degli esami, scadenze di lavoro, una malattia personale o di un familiare, le vacanze come il Natale

 – Quando siamo lontani da un ambiente familiare e sicuro: vacanze, campeggio, conferenze, carcere, servizio militare.

Siamo anche vulnerabili nei periodi di noia o depressione. Il modo migliore per evitare guai è quello di riconoscere il nostro bisogno di un sostegno speciale in questi momenti e pianificare in anticipo come soddisfare in modo sano quest’esigenza. Questo potrebbe includere la condivisone dei nostri pesi con un piccolo gruppo di preghiera, la pianificazione di una serie di appuntamenti con un consulente o sacerdote, aumentare il nostro contatto con i familiari e più importante, coltivare il nostro rapporto con Gesù dedicandogli specifici momenti di meditazione. Inoltre, non c’è niente di sbagliato a lasciare che i nostri amici sappiano che abbiamo bisogno del loro sostegno! I problemi si sviluppano solo quando ci appoggiamo troppo su un amico particolare per soddisfare tutte le nostre esigenze.

Alle radici: perché siamo soggetti alla dipendenza?

In una relazione di dipendenza, una persona o entrambe sono in cerca, piuttosto che di Gesù, di qualcuno che soddisfi il loro bisogno fondamentale di amore e sicurezza. A meno che i sottostanti problemi spirituali ed emotivi non siano risolti, questo modello comportamentale continuerà a ripetersi costantemente.

I principali problemi che favoriscono la dipendenza includono:

 – cupidigia, che è desiderare di possedere qualcosa (o qualcuno) che Dio non ci ha dato

 – idolatria, che si ha quando una persona o cosa è al centro della nostra vita, al posto di Cristo

 – ribellione, che è rifiutarsi di cedere ambiti della nostra vita a Dio

 – sfiducia, non riuscire a credere che Dio soddisferà le nostre esigenze se facciamo le cose secondo la sua volontà.

Le ferite dal nostro passato, a volte, lasciano in noi una bassa autostima, sentimenti di rifiuto e un profondo bisogno insoddisfatto di amore. Anche amarezza o risentimento verso coloro che ci hanno ferito ci predispongono a relazioni sbagliate. Questi peccati e ferite necessitano di essere confessati e guariti prima che possa essere sperimentata una vera libertà. Ciò può avvenire mediante la confessione e la preghiera, sia nei nostri colloqui personali con il Signore che con gli altri membri del corpo di Cristo.

La dipendenza emotiva è una questione dolorosa da trattare. La maggior parte di noi ha sperimentato questo problema. Nessuno di noi è esente dalla tentazione di ricevere vita e sicurezza da un’altra persona, soprattutto quando la persona è a portata di mano e ben disposta. Le relazioni di dipendenza si possono formare sia in amicizie etero che omosessuali. Possono verificarsi in coppie sposate e tra genitori e figli. Nel cuore del Vangelo c’è, tuttavia, un messaggio di verità che ci può liberare dai rapporti egoistici. Per molti di noi questa è davvero una buona notizia!

Parte 2

“Tutte le vie dell’uomo gli paiono diritte; Ma il Signore pesa i cuori.” (Proverbi 21,2)

Ora esaminiamo il ruolo che la manipolazione esercita in queste relazioni, oltre a dare un’occhiata ad alcuni dei motivi per cui le dipendenze emotive sono difficili da interrompere.

Conservazione per mezzo della manipolazione

Manipolazione è una brutta parola. Nessuno di noi vorrebbe mai credere di essere capace di una cosa del genere. Tuttavia quando si formano relazioni di dipendenza la manipolazione diventa il collante che le tiene insieme.

Per spiegare cosa intendiamo per manipolazione ne diamo una definizione tecnica:

“il tentativo di controllare persone o circostanze mediante mezzi ingannevoli o indiretti”

Il dizionario Webster definisce la manipolazione come insidiosa, che significa:

 – infido: in attesa di una possibilità di incastrare

 – seducente: nocivo ma allettante

 – sottile: che si sviluppa in modo progressivo così da essere consolidato prima di divenire evidente, con un effetto graduale ma cumulativo

Alcune forme tipiche di manipolazione utilizzate per iniziare e mantenere le dipendenze:

 – Denaro: unire finanze e beni personali, andare a vivere insieme

 – Regali: fare regali e biglietti regolarmente senza un motivo particolare, come fiori, gioielli, dolci e doni simbolici del rapporto

 – Abbigliamento: indossare l’abbigliamento dell’altro/a, copiarsi a vicenda lo stile di vestire

 – Romanticherie: utilizzare la poesia, la musica, o altre romanticherie per provocare una reazione emotiva

 – Affetto fisico: linguaggio del corpo, abbracci frequenti, toccarsi, baruffe, massaggi al collo e alla schiena, solletico e lotta

 – Contatto visivo: fissare, lanciare sguardi espressivi o seducenti, rifiutare di stabilire un contatto visivo come mezzo di punizione

 – Adulazione e lode: “Tu sei l’unico che mi capisce”; “Non so cosa farei senza di te”

Proverbi 29:5 dice “L’uomo che adula il suo prossimo gli tende una rete per i suoi passi.”

 – Meccanismi colloquiali: flirtare, prendere in giro, utilizzare nomignoli particolari, fare riferimento a cose che hanno un significato speciale per entrambi

 – Non riuscire ad essere onesti: reprimere sentimenti negativi o opinioni contrastanti

 – Bisogno di “aiuto”: creazione o esagerazione di problemi per ottenere attenzione e simpatia

 – Senso di colpa: far sentire in colpa l’altro per aspettative non soddisfatte: “Se mi amassi, allora …”; “Stavo per chiamarti la notte scorsa, ma so che probabilmente sei troppo impegnato per perdere tempo con me.”

 – Minacce: minacce di suicidio e di rischio di traviamento possono costituire comportamenti manipolativi

 – Atteggiamento imbronciato, pensieroso, silenzi freddi: quando gli viene chiesto, “Cosa c’è che non va”, risponde sospirando o dicendo “Niente”

 – Minare le altre relazioni del partner: convincerlo che agli altri non importa nulla di lui, fare amicizia con altri amici del partner al fine di controllare la situazione

 – Provocare insicurezza: negare l’approvazione, insistere sui punti deboli del partner, minacciare di porre fine alla relazione

 – Tempo: mantenere il tempo dell’altro impegnato in modo da non permettere attività autonome

Queste sono comuni modalità di utilizzo della manipolazione per tenere insieme le relazioni di dipendenza.

Alcune di queste cose non sono peccato in sé e per sé. Un elogio ed un incoraggiamento sincero, offrire doni, abbracci e toccarsi sono aspetti importanti di un’amicizia onesta. Solo quando queste cose vengono utilizzate per fini egoistici – per legare o controllare un altro, per suscitare reazioni che portano al peccato – diventano manipolative.

Perché le dipendenze sono difficili da interrompere?

Anche quando entrambi i soggetti si rendono conto che il rapporto non è sano, possono incontrare grandi difficoltà ad interrompere la dipendenza. Spesso le persone coinvolte cominceranno a separarsi, solo per ritornare verso l’altro. Anche dopo che le dipendenze sono interrotte, gli effetti possono perdurare per qualche tempo. Diamo un’occhiata ad alcuni motivi per cui questi attaccamenti sono così persistenti.

Ci sono dei benefici

Solitamente non ci coinvolgiamo in alcun tipo di comportamento se non crediamo che ci avvantaggi in qualche modo. Per quanto dolorosa possa essere la dipendenza, ci dona una qualche gratificazione. La paura di perdere questa gratificazione rende difficili da interrompere le relazioni di dipendenza. Alcuni dei vantaggi percepiti di una dipendenza affettiva sono:

 – Sicurezza emotiva: un rapporto di dipendenza ci fa sentire di avere almeno una relazione su cui possiamo contare. Questo ci dà un senso di appartenenza a qualcuno

 – Confidenza: il nostro bisogno di confidenza, calore umano ed affetto potrebbe essere soddisfatto da questa relazione

 – Autostima: il nostro ego è rafforzato quando qualcuno ci ammira o è attratto da noi. Apprezziamo anche il bisogno di affetto

 – Sollievo dalla noia: un rapporto come questo potrebbe aggiungere emozione e romanticismo quando la vita sembra altrimenti noiosa. Di fatto, gli stressanti alti e bassi del rapporto possono generare una dipendenza

 – Fuga dalle responsabilità: l’attenzione al mantenimento del rapporto può costituire una fuga dall’affrontare problemi e responsabilità personali

 – Abitudine: molte persone non conoscono altro modo di relazionarsi. Hanno paura di rinunciare al “noto” per lo “sconosciuto “

Non riusciamo a percepirlo come un peccato

La cultura in cui viviamo ha preso la verità che “Dio è amore” e l’ha capovolta: “L’amore è Dio”. Nella storia moderna, l’amore romantico o emozionale è visto come legge a se stesso: quando si “ama” qualcuno (che significa: quando si hanno intensi sentimenti romantici per qualcuno), qualsiasi cosa tu faccia con quella persona è “OK”. Le relazioni di dipendenza, viste in questa luce, sembrano belle e nobili. Soprattutto se non c’è il coinvolgimento sessuale, i vincoli di dipendenza sono facili da razionalizzare. Un genuino sentimento di amore e di amicizia potrebbe essere utilizzato per scusare l’intensa gelosia e possessività presenti nella dipendenza.

Inoltre, potremmo non essere in grado di vedere come una relazione di dipendenza ci separa da Dio. Una donna mi ha detto: “Prego come non ho mai fatto prima”. Quello che lei non ha detto è che non ha mai pregato per niente altro che non fosse il suo rapporto di dipendenza. A volte la gente dice: “Questo amico mi conduce ancora di più verso Dio”. Solitamente è successo che la dipendenza emotiva ha generato in loro un sentimento di euforia mascherata da “vicinanza a Dio”. Quando l’amico si ritira anche di poco, Dio sembra improvvisamente lontano!

I problemi di base non sono stati affrontati

Potremmo por fine ad una relazione di dipendenza, interrompendola o allontanandoci. Tuttavia, se abbiamo ancora ferite non rimarginate, bisogni insoddisfatti o un cuore non pentito, ricadiamo direttamente in un altro rapporto di dipendenza o ritorniamo a quella che abbiamo lasciato. Occuparsi solo del sintomo superficiale piuttosto che del vero problema lascia la porta aperta a future ricadute.

Gl’influssi spirituali sono stati trascurati

Quando ignoriamo la correzione dello Spirito Santo, ci rendiamo vulnerabili all’oppressione diabolica. Coloro che instaurano volentieri relazioni di dipendenza sono candidati all’autoinganno spirituale. L’errore comincia a sembrar loro giusto e la verità comincia a suonare come una menzogna. Quando si prova a liberarsi da legami di dipendenza a volte si trascura l’importanza della lotta spirituale: la preghiera, il digiuno e la liberazione. Se i legami emotivi hanno scavato in profondità nella vita di una persona, soprattutto se si è caduti nel peccato sessuale, è necessario rompere i vincoli che si sono formati tra le due persone. Quando la dipendenza ha informato tutta la vita di una persona, devono essere interrotti i legami con tutti i partner del passato. Se gli aspetti spirituali non vengono trattati a fondo questo stile di vita peccaminoso perdurerà.

Non vogliamo rinunciare al nostro peccato

I consulenti psicologici conoscono bene la frustrazione di passare attraverso tutte le fasi immaginabili dell’assistenza psicologica, supporto e guerra spirituale a favore di un assistito solo per rendersi conto, alla fine, che quest’individuo non ha alcun vero desiderio di cambiare. Le persone coinvolte in relazioni di dipendenza a volte dicono di volerne venire fuori, ma in realtà vogliono solo essere sollevate dalla responsabilità di dover affrontare il problema. Essi sperano, parlandone ad un consulente, di liberarsi del peso che grava la loro coscienza. Nel frattempo, il loro vero desiderio ed intenzione è di continuare ad avere un rapporto di dipendenza. A volte il punto è questo: una dipendenza emotiva è difficile da interrompere perché le persone coinvolte non vogliono veramente interromperla.

Parte 3

“Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore.” (Ef 5,8 -10)

La conclusione di questo articolo in tre parti sulla “Dipendenza emotiva” porta sollievo ai nostri lettori: è possibile liberarsi dalla dipendenza emotiva! La guarigione per questo peccato che influenza così profondamente la nostra capacità di relazionarci con gli altri si raggiunge attraverso un giusto rapporto con Cristo e con i membri del suo corpo. Nell’esplorare “La via per uscire dalla dipendenza”, diamo uno sguardo ai suggerimenti che provengono direttamente dai cristiani che hanno combattuto contro questo peccato e che ora stanno imparando a godere di rapporti che riflettono il disegno e la volontà di Dio.

La via per uscire dalla dipendenza

La tendenza a ricevere vita e sicurezza da un’altra persona, è un problema che quasi tutti affrontano. Tuttavia, è solo dopo aver sperimentato ripetutamente la frustrazione e la sofferenza nei rapporti emotivamente dipendenti che abbiamo cercato qualcosa di più soddisfacente. Desideriamo trovare appagamento e riposo nei nostri rapporti con gli altri, ma come si fa ad interrompere i vecchi modelli comportamentali?

Prima di iniziare ad esplorare i diversi elementi del superamento della dipendenza una verità importante deve essere chiara: NON esiste una FORMULA che ci conduca ad una vita trasformata. Una tendenza consolidata alle relazioni di dipendenza non può essere modificata seguendo “dieci facili passi”. Gesù Cristo vuole fare un’opera intima e unica in ognuno di noi con la potenza del suo Santo Spirito. Il cambiamento avverrà quando saremo sottomessi a Lui e coopereremo alla Sua opera. Le linee guida che stiamo considerando illustrano i vari modi in cui Dio ha operato nella vita delle persone per farle uscire dalla dipendenza emotiva. Alcuni dei suggerimenti sono tesi ad ottenere la libertà da una specifica relazione, altri mirano ad interrompere modelli comportamentali consolidati. Tutti rappresentano aspetti diversi di un quadro completo: allontanarsi da forme di rapporto radicate nella nostra natura peccaminosa ed imparare nuovi modi di relazionarsi basati sulla nostra nuova natura in Cristo.

Gli elementi del superamento della dipendenza emotiva

Impegnarsi ad essere onesti

Nella seconda parte di questa saggio, abbiamo trattato alcuni motivi per cui le dipendenze sono difficili da interrompere. Uno dei motivi è che, a seguito dell’illusione che ha ormai preso piede, non riusciamo a vedere la dipendenza come peccato. Questo inganno è rotto quando siamo onesti con noi stessi, ammettendo che siamo coinvolti in una relazione di dipendenza e riconoscendo la nostra dipendenza come peccato. Solo allora siamo pronti per l’onestà verso Dio, confessando a Lui il nostro peccato. Non dobbiamo nascondere la nostra confusione, la nostra rabbia o uno qualsiasi dei nostri sentimenti, abbiamo solo bisogno di aprire il nostro cuore a Lui, chiedendogli di darci la forza di obbedire alla sua volontà in materia. La sfida successiva è essere onesti con un’altra persona. Possiamo cercare un fratello o una sorella saldo nella fede e confessargli: “Sto lottando duramente con i miei sentimenti per il mio compagno del gruppo di preghiera. Sto diventando troppo attaccato a lei/lui. Potresti pregare con me per questo?” Quando cominciamo a “camminare nella luce” in questo modo, possiamo essere purificati e perdonati. Se ci rendiamo conto di certi nostri comportamenti manipolativi, finalizzati a promuovere il rapporto di dipendenza, possiamo anche chiedere perdono per queste azioni. Quanto più schietta sarà l’onestà tanto più profonda la purificazione che riceveremo. Nello scegliere qualcuno con cui condividere il nostro problema privilegiamo un credente equilibrato ed affidabile che non sia coinvolto emotivamente nella situazione. Questa persona può intercedere per noi nella preghiera e mantenerci vigili, soprattutto se gli diamo la libertà di chiederci periodicamente “come stanno andando le cose”. Estrema cautela deve essere usata nel condividere i nostri sentimenti con la persona da cui siamo dipendenti. In Love In Action, San Rafael, abbiamo osservato con gran rimpianto il risultato di quando un fratello (o sorella) ha confessato ad un altro in privato: “Ehi, sono molto attratto da te. Credo di cominciare ad esserne dipendente”. E’ meglio chiedere il consiglio e la preghiera di una persona spiritualmente matura prima ancora di considerare questo passo, e anche allora, dobbiamo chiedere al Signore d’illuminarci sulle nostre vere motivazioni.

Introdurre cambiamenti nelle proprie attività: separazione graduale

Sia che la dipendenza sia stata reciproca o unilaterale, di solito iniziamo a pianificare la nostra vita in funzione delle attività dell’altra persona. Nel trattare relazioni di dipendenza in Love in Action, San Rafael, noi non sosteniamo l’idea di evitare del tutto un altro membro del corpo di Cristo. Riteniamo, tuttavia, che una separazione sia necessaria per interrompere la dipendenza. Per esempio non consigliamo di smettere di frequentare la chiesa solo perché c’è anche l’altra persona. Ma sappiamo che, quando non sia strettamente necessario, restare in contatto con la persona da cui siamo dipendenti prolungherà solo il dolore e ritarderà l’opera di Dio nella nostra vita.

Consentire a Dio di operare

Sembra così ovvio, ma non è così facile come sembra! Dopo aver confessato a Dio che siamo perdutamente dipendenti da questa persona ed incapaci di reagire, Lo invitiamo a venire in noi e “cambiare la situazione”. Il Signore non ignora mai una preghiera di questo genere. Alcune persone cominciano a chiederci conto di questo rapporto, ma li rassicuriamo che abbiamo tutto sotto controllo. Il nostro amico decide di cominciare un altro corso biblico e ben presto troviamo un “buon motivo” per andarci anche noi. Lo Spirito Santo ci incoraggia insistentemente a sbarazzarci di alcuni vecchi dischi ma continuiamo sempre a dimenticarci di farlo. Chiediamo a Dio di operare nella nostra vita, ma poi facciamo tutto quanto in nostro potere per assicurarci che non lo faccia! Ho imparato dalla mia esperienza personale che contrastare i tentativi di Dio di allontanare qualcuno dalla mia vita produce solo tensioni prolungate ed agonia. La cooperazione con lo Spirito Santo consente la guarigione più rapida possibile dai rapporti interrotti.

Prepararsi al dolore ed alla depressione

Abbandonare una relazione di dipendenza può essere così doloroso come passare attraverso un divorzio. Se ci familiarizziamo con il processo del dolore e ci lasciamo ferire per un certo periodo la nostra guarigione sarà più rapida. Se reprimiamo il nostro dolore e neghiamo a noi stessi il tempo necessario per recuperare ci porteremo dietro un senso di colpa e amarezza senza ragione. Alcune persone hanno detto che hanno trovato i Salmi particolarmente confortanti in questo periodo di “abbandono”.

Coltivare altre amicizie

Anche se è difficile, pauroso e il nostro cuore è altrove… dobbiamo farlo. I nostri sentimenti si allineeranno più tardi e saremo felici di aver investito nei nostri nuovi amici. Il Signore sceglierà relazioni adatte per noi, se glielo permetteremo. La nostra disponibilità ad accettare gli amici che ci dà rende anche più profondo il nostro rapporto con Lui. Lui conosce bene i rapporti di cui abbiamo bisogno per far emergere le nostre qualità speciali e limare i nostri spigoli.

Scoprire la visione divina dei rapporti

Se amiamo un’altra persona come Dio la ama, desidereremo vedere quell’uomo (o donna) conformato all’immagine di Cristo. Il Signore vuole far maturare in noi le qualità rispecchianti la Sua indole e le doti che ci consentano di fare La sua opera. In un numero recente della newsletter di Desert Stream, Andy Comiskey ha detto: “All’inizio di ogni amicizia, dobbiamo scegliere una motivazione. Sia che riflettiamo la desiderabilità omosessuale di un amico o la sua nuova identità in Cristo. Questo può sembrare difficile, ma la nostra volontà di essere disciplinati emotivamente potrebbe semplicemente creare o distruggere un’amicizia. Quando scambiamo ciò che è meglio per un altro con un nostro bisogno, corriamo il rischio di perdere l’amicizia.” Se desideriamo un coinvolgimento emotivo esclusivo con questo amico, allora i nostri desideri sono in conflitto con ciò che il Signore vuole. Dobbiamo chiederci: “Sto lavorando con Dio o contro di Lui nella vita di questa persona?”

Risolvere i problemi più profondi

La compulsione a formare legami di dipendenza è un sintomo di problemi più profondi a livello spirituale ed emotivo che devono essere affrontati e risolti. L’autoanalisi è il modo meno efficace per scoprire questi problemi. Il modo più efficace è quello di andare direttamente da Gesù e chiedergli di mostrarci ciò che non va. “Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data.” (Epistola Gc 1,5) Un altro metodo efficace è quello di andare da coloro che Dio ha posto in posizione di autorità su di noi ed affidarsi al loro consiglio ed alla loro preghiera. Per alcuni, un rapporto di assistenza psicologica a lungo termine aiuterà ad affrontare i peccati di cui dobbiamo pentirci e le ferite che hanno bisogno di essere guarite. Per altri, un piccolo gruppo di supporto che si riunisce regolarmente per una profonda condivisione e per la preghiera sarà di grande aiuto. A volte la preghiera personale e il digiuno ci conducono verso Dio e rompono i vincoli del peccato come niente altro è in grado di fare. Il desiderio di trovare la nostra identità e sicurezza in un altro essere umano è un peccato/problema comune, con una miriade di cause possibili. Confessione, penitenza, liberazione, assistenza psicologica e guarigione interiore sono i mezzi che il Signore userà per portare la purezza e stabilità emotiva nella nostra vita. La guarigione e il perdono di cui abbiamo bisogno sono nostri grazie all’espiazione di Gesù. Possiamo riceverli umiliandoci di fronte a Lui e agli altri nel Suo corpo.

Preparatevi per l’impresa

A volte la vittoria ci sfugge perché ci predisponiamo ad una battaglia piuttosto che ad una guerra. Sia che stiamo cercando di ottenere la libertà da un attaccamento specifico o da modelli comportamentali di dipendenza consolidati, dobbiamo prepararci per una guerra di lunga durata. Abbiamo bisogno di conoscere noi stessi: i nostri punti deboli, il tipo di personalità verso cui siamo maggiormente inclini, le situazioni in cui abbiamo bisogno di essere particolarmente prudenti. Abbiamo bisogno di conoscere il nostro avversario: conoscere le singole menzogne con cui è probabile che Satana ci tenterà ed essere preparati a respingerle, anche se sembrano credibili! Più ci ogni altra cosa abbiamo bisogno di conoscere nostro Signore. Dobbiamo essere disposti a credere che Dio ci ami. Anche se non riusciamo a sentire il Suo amore, possiamo partire dalla fede nel fatto che Egli ci ama e cominciare a ringraziarLo per questo. Man mano che impariamo a conoscere l’indole di Dio attraverso la Sua Parola, possiamo abbandonare la nostra immagine di Lui come di un essere crudele, distante o senza amore. Un rapporto di amore con Gesù è la nostra migliore garanzia contro rapporti di dipendenza emotiva.

C’è vita dopo la dipendenza?

Anche se superare la dipendenza può essere doloroso per un certo tempo, è uno dei disturbi più curabili che l’uomo conosca. Spesso le persone sono guarite a tal punto da non riuscire nemmeno a concepire l’entità dei loro precedenti vincoli da dipendenza emotiva. La ricompensa immediata alla rinuncia ad una relazione di dipendenza è la pace con Dio. Non appena la nostra comunione con Dio è ripristinata, anche in mezzo al dolore per la perdita della dipendenza, sperimentiamo pace, sollievo e gioia. Una donna ci ha detto: “E’ come svegliarsi dopo un brutto sogno”.

La pace con noi stessi è un altra benedizione che riceviamo. E’ molto più facile piacersi quando non stiamo intrigando e cercando di mantenere un rapporto che sappiamo Dio non vuole per noi. Quando rinunciamo ad una relazione di dipendenza, non siamo più tormentati dalla paura di perdere il rapporto. Anche questo ridona la pace ai nostri cuori.

Nel periodo immediatamente successivo alla dipendenza si scopre una nuova libertà di amare gli altri. Ci apparteniamo l’un l’altro nel corpo di Cristo. Quando le nostre attenzioni sono monopolizzate da una sola persona, gli altri che ci circondano ne soffrono. Non stanno ricevendo da noi l’amore che Dio vuole loro abbiano.

Le persone che hanno rinunciato ad una relazione di dipendenza dicono di scoprire un nuovo atteggiamento affettuoso e compassionevole verso gli altri che non è basato sull’attrazione sessuale o emotiva. Si scoprono meno critici e meno autodifensivi nei confronti degli altri. Si rendono conto che la loro vita è fondata sulla vera sicurezza basata nel loro rapporto con Cristo, non la falsa sicurezza di una relazione di dipendenza.

Ed infine il superamento della dipendenza ci ridona la libertà di aiutare gli altri. Possiamo solo guidare gli altri lungo il percorso che noi stessi abbiamo accettato di intraprendere. Quando non razionalizziamo più affetti sbagliati abbiamo una nuova libertà spirituale che ci consente di esortare ed incoraggiare gli altri! Il nostro discernimento diventa più chiaro e la verità spirituale è più facile da comprendere ed accettare. Diventiamo vasi puliti, adatti per l’uso del Signore.

Nel nostro desiderio di liberarci da questo problema, dobbiamo ricordare che nascondersi dalla gente non è un alternativa alla dipendenza. La dipendenza è solo un’ingannevole contraffazione del rapporto immensamente ricco ed appagante che il Signore vuole avere con noi. Se stiamo cercando di superare il peccato della dipendenza ricordiamoci che Gesù non è severo con noi. Egli ci insegnerà ad amare le persone in modo santo e sa che questo richiede tempo. C’è una battaglia tra la carne e lo spirito in ogni strada della nostra vita: le relazioni non fanno eccezione. Ma Gesù è colui che riconcilia il Suo corpo e noi stiamo imparando.

“Sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Filippesi 1,6)

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