p. John F. Harvey, O.S.F.S. – Relazione alla Conferenza di Courage 2010

A.A. e Courage: L’uso dei Dodici Passi in Courage

All’inizio di Courage nel 1980, ho consigliato ai cinque membri d’imparare ad usare i Dodici Passi di A.A.- come uno dei mezzi per essere casti. Ma erano riluttanti a farlo, dicevano che potevano essere omosessuali, ma non erano alcolisti. Anni prima, parlando in un incontro chiuso di A.A., ho suggerito che alcune persone con tendenza all’alcolismo possono essere omosessuali latenti e hanno risposto che potevano essere alcolisti, ma non erano omosessuali.

È importante analizzare come i nuovi venuti in A.A. ed i nuovi venuti in Courage comprendano la natura delle loro organizzazioni. Molto spesso cercano di usare A.A. o il programma di Courage per i propri scopi. Spesso un alcolista andrà ad aprire le riunioni di AA per compiacere la moglie senza alcun intenzione di riformare il suo modo di vita. Ciò potrebbe accadere, ad esempio, se fosse stato in un programma residenziale di 30 giorni; ed è probabile se qualcuno aderisce a Courage con l’idea che diventerà casto senza impegnarsi in un’intensa vita di preghiera. A dire il vero, Courage aiuta ad essere casti, a patto che si frequentino regolarmente le riunioni e si sviluppi un abitudine alla preghiera. È necessario che il leader del gruppo adotti un processo di valutazione, magari condotta da un veterano di Courage . Gli incontri chiusi di A.A. rispondono a questo bisogno.

Courage è un programma dei Dodici Passi ma ha un proprio oggetto specifico, che si riflette nel primo obiettivo di Courage, quello di aiutare le persone con attrazione per lo stesso sesso ad imparare a vivere una vita casta ed utilizzare la grazia di Dio per rifiutare gli atti omosessuali come intrinsecamente immorali.

Il secondo obiettivo di Courage è quello di sviluppare una vita di preghiera. I primi membri di Courage che hanno scritto i cinque obiettivi desideravano un’intensa vita di preghiera. Tra gli elementi dell’obiettivo vi è la partecipazione alla messa il più spesso possibile, l’uso del sacramento della riconciliazione, la lettura spirituale e la meditazione, la devozione alla Madonna con la recita del Rosario.

Il terzo obiettivo è quello di frequentare regolarmente le riunioni di Courage e di partecipare alla condivisione sui Dodici Passi. Quelli che lo fanno imparano ad applicare alla propria vita il significato del passo trattato. Ogni persona dovrebbe presentare a turno un passo ai partecipanti. Il manuale di Courage consente altre modalità e argomenti per le riunioni, purché non si trascuri l’uso dei passi (cfr. Il manuale di Courage). Ancora una volta, torniamo alle diverse finalità di A.A. e di Courage . La prima intende condurre il dipendente alla sobrietà, l’altro alla castità e continenza. Nell’aiutare qualcuno a condurre una vita casta si può descrivere la fase iniziale come “castità a pugni stretti”.

Il quarto obiettivo di Courage è quello di coltivare amicizie caste. Ciò significa che una persona dovrebbe cercare un gruppo di persone che condividono i suoi principi e ideali. Questo accade tra i membri Courage che perseguono la virtù della castità.

Il quinto obiettivo è quello di dare il buon esempio. L’uomo è una persona fatta a immagine di Dio, con un tendenza non-razionale ad agire in modo contrario alla legge naturale. Il nuovo termine per l’omosessuale è “persona con attrazione per lo stesso sesso.” Dopo tutto, stiamo parlando di una persona con una tendenza. [Non dobbiamo equiparare la persona con la condizione che lui o lei sperimenta.] Il termine “persona con attrazione per lo stesso sesso” è più chiaro di “omosessuale”, che descrive non la persona, ma solo una falsa tendenza della persona. Dire che io sono “gay” è una falsa identità in quanto identifica la persona con una mera tendenza piuttosto che con l’essere della persona.

Finora ho descritto somiglianze e differenze tra A.A. e Courage . A.A. è in realtà il nonno di tutti i sistemi di sostegno spirituale. In effetti, Courage invia regolarmente persone in A.A. che ricevono l’aiuto di cui hanno bisogno. Entrambi i gruppi sono profondamente spirituali. Courage prevede, tuttavia, una spiritualità decisamente radicata nel dogma cattolico e la devozione.

Un altro modo in cui l’uso di Courage dei Dodici Passi differisce da quello di A.A. è nella concezione di Dio. Saggiamente A.A. guida i suoi membri, siano essi credenti o agnostici o atei, a vivere in modo spirituale, ma lascia all’individuo la comprensione del “Potere più grande di noi” da cui devono dipendere. Questo individuo può diventare membro di una religione massonica o gruppi simili. D’altra parte, coloro che basano la loro vita sulle religioni dell’Antico e Nuovo Testamento, e che credono nel Dio della Rivelazione, hanno un concetto più chiaro di coloro, come i massoni, che credono in una vaga deità. Coloro che credono in un Dio personale, Gesù Cristo, che ha preso la nostra natura umana, ha sofferto ed è morto per noi ed è risorto dai morti, continuano ad essere aiutati e ispirati ad utilizzare i Dodici Passi per recuperarsi dall’alcolismo. Purtroppo, però, troppi alcolisti in recupero si accontentano di una spiegazione imperfetta dei Dodici Passi. Tuttavia, molti altri alcolisti trovano ispirazione nella loro religione, diventando sempre più santi, nonostante abbiano iniziato come agnostici.

Un membro di A.A. che non crede in un Dio personale può essere privo di fede religiosa, ma possiede virtù sul piano naturale. Lui è un uomo giusto. Se egli è fedele in coscienza con l’obbedienza alla legge morale naturale, Dio gli darà le grazie della salvezza. San Paolo dice: “Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.” (I Tm 2, 3-4).

A.A. parla del Dio della propria comprensione, il cristianesimo crede nel Dio dell’Antico e Nuovo Testamento e l’ebraismo crede nel Dio dell’Antico Testamento.

Nello sviluppo di questo confronto tra il modo in cui Courage intende Dio e come A.A. Lo comprende, non miro a dimostrare che uno è meglio dell’altro; sono sicuramente diversi; entrambi sono opera di Dio.

Nei miei anni con Courage ho cercato di aiutare i membri a vivere una vita di castità. Questo è l’obiettivo più importante di Courage , proprio come la sobrietà è l’obiettivo più importante di A.A. Courage si sforza di portare la persona che lotta con una “castità a pugni stretti” ad una castità del cuore attraverso un’intensa vita di preghiera e l’auto-disciplina. Courage e A.A. aiutano i loro membri con metodi simili, inclusa la preghiera, o invocando l’aiuto di un potere superiore, l’autodisciplina ed il supporto di gruppo.

Parte II

Poco dopo il mio arrivo alla casa di riposo degli oblati di S. Francesco di Sales, ho incontrato James W. Stroud, che mi ha dato una copia del suo studio su Courage come apostolato in crescita nella Chiesa cattolica. Anche se desideravo molto leggere il manoscritto della su tesi di master nel 2006, non ho potuto farlo al momento a causa delle cataratte ad entrambi gli occhi. Ma di recente ho avuto modo di leggere questo eccellente studio su Courage relativo ai cinque obiettivi e ai Dodici Passi.

James Stroud fa notare che Courage segue i Dodici Passi di Alcolisti Anonimi (A.A.) con una piccola modifica, nel primo passo la parola “alcolismo” è sostituita con “omosessualità”. L’uso effettivo dei Dodici Passi da parte di Alcolisti Anonimi e di Courage differisce ancora di più nella misura in cui si applicano ai singoli: egli osserva che “ogni alcolista è compulsivo, ma non ogni omosessuale è compulsivo.”[i] I Dodici Passi di A.A. si applicano propriamente all’omosessuale compulsivo, ma si applicano solo per analogia all’omosessuale non-compulsivo. [ii]

Fa una considerazione importante che affronterò nel prossimo paragrafo.

Speciali considerazioni relative alla dipendenza ed alla vita di preghiera

I leader in Courage devono considerare la distinzione tra comportamento compulsivo negli alcolisti, come trattato in A.A., ed il comportamento compulsivo di cui si parla in Courage. Il termine “compulsivo” come usato in Courage si applica solo per analogia. Omosessuali non-compulsivi possono e qualche volta diventano omosessuali dipendenti (uso la terminologia di Stroud). Omosessuali non-compulsivi possono diventare alcolisti compulsivi. Questo significa che dobbiamo utilizzare diversi approcci per curare le persone con attrazione omosessuale, alcuni dei quali possono essere non-compulsivi con riferimento alle tendenze omosessuali, altri possono esserlo, altri ancora, compulsivi o non-compulsivi con riferimento alle tendenze omosessuali, possono esserlo quanto all’alcool.

Nel mio libro The Truth About Homosexuality vi è una sezione dedicata a compulsioni e dipendenze. [iii] Rinvio al libro di Gerald E. May, Addiction and Grace che anche Stroud cita. Gerald May vede la dipendenza come uno “stato di costrizione, ossessione o preoccupazione che schiavizza la volontà o il desiderio di una persona. La dipendenza distrae ed eclissa l’energia del nostro più profondo e più vero desiderio di amore e di bene. “[iv]

Stroud osserva che la dipendenza ha effetti persistenti ed ogni intenzione d’interrompere le azioni peccaminose e di evitare le occasioni di peccato che una persona possa cercare di attuare con una scelta e puri atti di volontà non dura a lungo. I terapisti e coloro che lavorano con persone con dipendenze hanno bisogno di ricorrere ad un approccio basato sulla preghiera per aiutare coloro che ricorrono a loro, compresi quelli con tendenze omosessuali, siano compulsivi che non-compulsivi.

Nella sua tesi James Stroud sottolinea quanto sia importante il programma di preghiera per aiutare una persona a controllare le tendenze omosessuali. Cita Padre Benedict Groeschel:

Per tutti i cristiani, siano essi sposati, single o religiosi, la castità non è semplicemente una lotta fisica con pulsioni e desideri. Fa parte del più grande sforzo per cercare Dio al di sopra e attraverso tutte le cose. La castità è un aspetto della purezza di mente e di cuore, di pensiero e di desiderio. Come ogni cosa utile nella vita, la castità è una lotta che ha le sue ricompense. Sono riassunte nella Beatitudine, “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. [v]

Stroud approva pienamente i cinque obiettivi di Courage e i Dodici Passi. Egli estrapola l’analisi di Harvey circa l’insegnamento della Chiesa sull’obiettiva immoralità degli atti omosessuali. “Non è sufficiente dire che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati, ma bisogna anche capire che la condizione di attrazione per lo stesso sesso in sé è oggettivamente disordinata.” Che cosa significa chiamare tutte le attrazioni per lo stesso sesso intrinsecamente disordinate? La persona con tendenze omosessuali, come descritta da padre Harvey, vive in occasione di peccato, vale a dire, l’occasione del peccato è nel suo cuore e nella sua mente. Egli può trovarsi immerso in modi di pensare e di agire che tendono al peccato. Queste inclinazioni per lo stesso sesso in una persona costituiscono una sfida costante quando questa cerca di vivere castamente. L’attuale cultura americana bombarda la gente con continue immagini di sesso, attraverso varie forme di media. I media trasmettono l’idea che il sesso porti la felicità. Bisogna combattere questa mentalità diffusa che contribuisce a perpetuare la falsa idea che chi ha attrazioni per lo stesso sesso o inclinazioni troverà la felicità nel comportamento sessuale. [vi]

Ora devo descrivere le riflessioni di Stroud sul modo di fare morale in Freedom for Excellence di Servais Pinckaers. Pinckaers segue san Tommaso d’Aquino. Pinckaers inizia con una spiegazione di ciò che significa la libertà per eccellenza in contrasto con la libertà di indifferenza. Per san Tommaso d’Aquino la volontà procede dall’intelligenza e dal libero arbitrio, che si uniscono per compiere un atto di scelta. Per lui il libero arbitrio da solo non era una facoltà primaria; san Tommaso d’Aquino vede intelligenza e libero arbitrio come un principio pratico, sono destinati ad essere utilizzati insieme, come una cosa sola. La morale è intesa come radicamento nell’inclinazione al vero e al bene, non in termini di Dio contro l’uomo. Così la libertà per eccellenza diventa una morale di attrazione, in cui l’uomo non sceglie tra contrari (come ad esempio la scelta tra seguire la legge di Dio o la volontà dell’uomo), ma piuttosto l’uomo sceglie il bene per se stesso. La libertà per eccellenza presuppone le inclinazioni naturali e si radica in loro in modo da trarne la forza necessaria per il loro sviluppo. [vii]

Conclusione

Nel suo articolo Stroud sostiene che attraverso l’uso dei Dodici Passi e cinque obiettivi Courage fornisca un metodo positivo, seguendo l’insegnamento della Chiesa cattolica, per le persone attratte dallo stesso sesso che cercano la crescita morale nella virtù della castità o continenza, così come nelle altre virtù. Bisogna studiare anche le altre virtù. Il primo obiettivo (sulla lealtà alla Chiesa) è un esempio di scelta del bene in quanto tale.

Bibliografia essenziale

Alcolisti Anonimi Il Grande Libro, Copyright © 1939, 1955, 1976, 2001 da Alcoholics Anonymous World Services, Inc.

Emmerich Vogt, O.P., The Twelve Step Series, una serie di dodici opuscoli disponibili da The 12-Step Review, 2001 NW 94th Street, Vancouver, WA 98665-6630 (telefono 1-800-556-6177). Disponibile anche online al sito della The 12-Step Review http://www.12-step-review.org/about/index.html.

Gerald E. May, Addiction and Grace (New York, Harper and Row, 1988).

John F. Harvey, O.S.F.S., The Truth About Homosexuality: The Cry of the Faithful (San Francisco: Ignatius, 1996).

Servais Pinckaers, O.P., The Sources of Christian Ethics (Catholic University of America Press, 1995). (In questo libro si può trovare il suo pensiero sulla “libertà per eccellenza” e le tre tappe fondamentali della formazione morale o “educazione alla libertà”, ogni fase corrisponde alle tre fasi della vita umana, l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.)

[i] James W. Stroud, Courage’s Twelve Step Program: A Case Study for the Acquisition of Virtue Through Servais Pinckaers’ Account of “Education in Freedom” (tesi di laurea non pubblicata, Università Cattolica d’America), p. 45.

[ii] Ibid.

[iii] John F. Harvey, O.S.F.S., The Truth About Homosexuality: The Cry of the Faithful (San Francisco: Ignatius, 1996), pp. 142–7.

[iv] Gerald E. May, Addiction and Grace (New York, Harper and Row, 1988), p. 14.

[v] Benedict J. Groeschel, C.F.R., The Courage to be Chaste (New York: Paulist, 1985), p. 21.

[vi] Stroud, 29-30.

[vii] Stroud, p. 10.

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