Lettera di p. Paul Check ai membri di Courage/EnCourage – novembre 2012

“Non vi lascerò orfani” (Gv 14:18)

Cari amici in Cristo,
ho incontrato recentemente un devoto cattolico con il cuore spezzato. Stava lottando per riconciliare due cose: l’amore per la sua fede e quello per sua figlia che aveva una relazione con una persona dello stesso sesso. Mi ha detto: “Padre, cosa direbbe Gesù di una tale situazione? Che direbbe a mia figlia? Cosa mi direbbe di fare?” Si tratta di domande lecite, che scaturiscono da un onesto desiderio di riconciliare due cose che gli appaiono in conflitto. Ho cercato di dare una risposta rassicurante, ma che non pretende di essere più di quanto io, come sacerdote ed imperfetto rappresentante di Gesù Cristo, posso affermare.

Ho risposto: “Prima della Passione Gesù ha fatto una promessa. Ha detto, ‘Non vi lascerò orfani.’ Per assicurare la Sua presenza costante in questo mondo ha fondato la Chiesa come Suo corpo e Sua sposa, tempio dello Spirito Santo, regno di Dio sulla terra, affinché la Sua grazia, misericordia e pace non venissero mai meno a noi, Suoi figli.”
Partendo dalla predicazione e dall’esempio di Nostro Signore, come tramandatici nel Vangelo, la Chiesa c’insegna che l’amore ha un contenuto specifico e riconoscibile in materia di morale sessuale… un contenuto basato sulla nostra autentica umanità. Come presenza di Cristo nel mondo – nei suoi insegnamenti, sacramenti e nella scrittura – ecco cosa c’insegna la Chiesa sulla nostra identità:

La persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, non può essere definita in modo adeguato con un riduttivo riferimento solo al suo orientamento sessuale. Qualsiasi persona che vive sulla faccia della terra ha problemi e difficoltà personali, ma anche opportunità di crescita, risorse, talenti e doni propri. La Chiesa offre quel contesto del quale oggi si sente una estrema esigenza per la cura della persona umana, proprio quando rifiuta di considerare la persona puramente come un « eterosessuale » o un « omosessuale » e sottolinea che ognuno ha la stessa identità fondamentale: essere creatura e, per grazia, figlio di Dio, erede della vita eterna. (CDF, 1986 “Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali,” § 16)

Queste parole sono a firma del Cardinale Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI. Uno dei titoli del Santo Padre è “Vicario di Cristo sulla terra”, che significa che rappresenta Cristo come pastore del popolo di Dio, la Chiesa. Ecco cosa ha detto più recentemente il Papa sull’omosessualità: “La questione in gioco è la verità più intima del significato della sessualità nella costituzione dell’essere umano..[l’omosessualità] è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”.

Identità… umanità… essere. Riconosciamo che su questi termini c’è molta confusione ed un gran disaccordo, problemi che in ultima analisi derivano dal peccato originale, quando i nostri progenitori hanno praticamente detto a Dio: “Tu non sei nostro padre.” Gesù Cristo, il figlio unigenito di Dio, è venuto nel mondo per restaurare la dignità dell’uomo, così che ancora una volta possiamo dire, nella Chiesa, “Padre nostro” e possiamo essere sicuri su come poter vivere ed agire conformemente a questa dignità.

Nella lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede citata, il Cardinale Ratzinger ha espresso il principio che informa l’opera di Courage ed EnCourage: “Solo ciò che è vero può ultimamente essere anche pastorale. Quando non si tiene presente la posizione della Chiesa si impedisce che uomini e donne omosessuali ricevano quella cura, di cui hanno bisogno e diritto.” (§ 15)

Pensando a queste cose ho cercato di aiutare l’uomo, di cui ho parlato prima, a comprendere come poteva e doveva amare la sua fede cattolica e sua figlia, ma – proprio in forza di questi due amori – non doveva approvare alcun comportamento contrario al suo bene, contrario alla sua vera identità.

Da quando, nel 2008, sono divenuto direttore esecutivo la mia priorità è stata l’educazione del clero per assicurare che la cura pastorale di uomini e donne con attrazione per lo stesso sesso, delle loro famiglie, fosse fondata sull’antropologia teologica della Chiesa, ampiamente sostenuta dalle scienze psicologiche. Credo che la vitalità dei gruppi Courage ed EnCourage dipenda da parroci che comprendano gl’insegnamenti della Chiesa e che ritengano che il nostro apostolato può essere un aiuto concreto per le anime loro affidate.

In questa prospettiva, ho apprezzato che così tanti sacerdoti abbiano partecipato alla nostra conferenza annuale a Mount Saint Mary in luglio, dove poi, nel mese di agosto, abbiamo tenuto una giornata di studio per i seminaristi del terzo e quarto anno. In settembre ho fatto un viaggio in Australia e Nuova Zelanda, durante il quale ho visitato sei città. Questo mese, prenderò parte alla conferenza annuale di Courage Latino a Città del Messico. A dicembre trascorrerò 10 giorni in California, dove terremo una giornata di studio per il clero nell’arcidiocesi di Los Angeles ed un ritiro di un fine settimana per gli uomini che partecipano a Courage.

Ora devo fare appello al vostro aiuto. Alla fine di quest’anno solare, dobbiamo far fronte ad un deficit di circa 100.000 $ nel nostro bilancio operativo, per i quali faccio affidamento che 50.000 $ vengano da voi, nostra famiglia ed amici di Courage ed EnCourage, che meglio conoscete quanto sia importante il nostro lavoro ed urgente il bisogno. Firmerete oggi stesso un assegno per Courage di 100 $ – di più se potete – o vi impegnerete a versare almeno la cifra che i vostri mezzi vi permettono?

La vostra generosità sostiene direttamente la missione del nostro ufficio centrale, c’impegniamo a trasmettere la verità nella carità, su una delle questioni culturali più controverse in quest’epoca… ma dal nostro punto di vista, più che una questione è la ragione per cui così tante persone soffrono, sono infelici o addirittura disperate. È vero, Courage è “un segno di contraddizione” per alcuni, come lo è stato il Signore (Lc 2,34). Ma noi preghiamo che sia anche un segno di speranza perché il Signore non ci ha lasciato orfani, poiché la Sua presenza continua tra di noi per mezzo della Sua Santa Chiesa, di cui Courage è parte. Desideriamo aiutare le persone a comprendere la loro vera identità in Gesù Cristo.

Come sempre, manifesto la mia sincera gratitudine ai nostri cappellani, conduttori dei gruppi, moderatori dei Listserv negli Stati Uniti, Canada, Messico e al di là dell’oceano, per il loro servizio fedele.
Dio benedica voi e le vostre famiglie nel prossimo giorno del Ringraziamento e nelle festività natalizie.

In Cristo
Rev. Paul N. Check

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