PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI J.F. HARVEY, Attrazione per lo stesso sesso, 17.V.2017 ( José María La Porte)

Abstract dell’intervento

La presentazione del libro di John Francis Harvey, Attrazione per lo stesso sesso, pubblicato da Edizioni Studio Domenicano è una bella occasione per riflettere sulle diverse iniziative ecclesiali sviluppate durante gli anni per dare un sostegno pastorale alle persone che hanno un’attrazione per lo stesso sesso, anche chiamata ASS. In Italia questi progetti sono in atto da alcuni decenni, ma in un modo piuttosto isolato e legato all’iniziativa di singole persone, sacerdoti e laici. Solo negli ultimi anni si è cominciato a pianificare queste iniziative in modo più strutturato, col sostegno dalle chiese locali, per far fronte a un fenomeno che richiede un approccio specifico.

Si tratta, di un libro interessante, controcorrente per certi versi, e che fa riflettere aldilà dei cliché, perché parte dalla realtà stessa della esperienza pastorale e si basa sul principio che l’inclinazione sessuale è uno degli elementi nella configurazione della persona e della propria identità ma non l’unico. In un primo luogo parliamo di un tu e un io, di persone, e in un secondo momento di identità sessuale, di progetto vitale e di tante altri cose che articolano l’esistenza umana e la fanno diventare una esperienza unica in ognuno di noi, aperta alla trascendenza, all’amore di Dio.

In un contesto pluralistico, la proposta della castità è una opzione legittima percorribile per tutti i cristiani, sposati e non. Anche perché molte delle persone che trovano la felicità in questa via hanno provato prima altre vie assai diverse e non così soddisfacenti.

Le persone attratte verso lo stesso sesso vanno accolte e trattate con la stessa cura e affetto con i quali la fede cristiana ci propone di trattare qualsiasi persona per il fatto di essere persone, create a immagine e somiglianza di Dio. Per tanto, non si tratta di creare ghetti ma di accogliere tutti e offrire a tutti lo stesso messaggio: non si sta pensando di offrire un insegnamento morale differente da quello offerto alle altre persone. La castità, vissuta da ognuno nella propria condizione di vita, è un cammino verso la pienezza affettiva che porta verso la felicità.

Nell’approccio di accoglienza pastorale bisogna tenere conto della solitudine. Anche se appartiene a tante altre realtà esistenziali la solitudine qui è particolarmente sentita. Dal punto di vista comunicativo ed educativo sembra opportuno puntare su due aspetti: riscoprire l’intensità delle amicizie profonde aldilà dei legami meramente fisici, attraverso elementi comuni di incontro; trovare un posto proprio all’interno di un gruppo o comunità diverso dal nucleo familiare in cui si è cresciuti.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI J.F. HARVEY, Attrazione per lo stesso sesso

Ringrazio gli organizzatori di questa iniziativa per l’invito a partecipare in questa tavola rotonda e introdurre il tema che ci occupa oggi: la presentazione del libro di John Francis Harvey, Attrazione per lo stesso sesso, pubblicato da Edizioni Studio Domenicano è una bella occasione per riflettere sulle diverse iniziative ecclesiali sviluppate durante gli anni per dare un sostegno pastorale alle persone che hanno un’attrazione per lo stesso sesso, anche chiamata ASS. In Italia questi progetti sono in atto da alcuni decenni, ma in un modo piuttosto isolato e legato all’iniziativa di singole persone, sacerdoti e laici. Solo negli ultimi anni si è cominciato a pianificare queste iniziative in modo più strutturato, col sostegno dalle chiese locali, per far fronte a un fenomeno che richiede un approccio specifico.

Il volume di Harvey cerca di fare un riassunto di 40 anni di esperienza di Courage intorno a 4 punti e un appendice. In un primo momento si affrontano gli elementi essenziali che definiscono l’omosessualità maschile e femminile e alcuni aspetti che possono influire decisivamente nello sviluppo dell’ASS, come alcune situazione familiari di tensione affettiva.

In un secondo momento, Harvey esplora le modalità in cui vivono la libertà e la propria responsabilità le persone attratte dallo stesso sesso, cioè la dimensione morale del proprio comportamento: come mettono in gioco la propria identità umana e la dimensione sessuale, come vivono condizionati da determinate tendenze più o meno radicate che influiscono in modo decisivo nel trovare un cammino verso la realizzazione affettiva piena e la propria felicità. Harvey offre un approccio positivo alla libertà personale spiegando la proposta morale cristiana e la via verso la felicità che si offre quando si distingue la tendenza dagli atti, compulsivi o no, e si punta sul disegno di Dio e sulla scelta libera di uno stile di vita.

Il terzo aspetto essenziale che viene analizzato sono le linee generali di approccio pastorale, nelle quali si sottolinea la necessità di attuare un progetto di vita basato sul senso profondo della castità cristiana, lo sviluppo delle amicizie e il sostegno della comunità in senso stretto (Courage) o allargato (la comunità ecclesiale e non).

In un quarto e ultimo momento, Harvey parla di situazioni pastorali specifiche alle quali ha dedicato i suoi sforzi di sostegno e accompagnamento, vale a dire, come si concretizzano le linee generali di azione quando si hanno davanti persone concrete, uomini e donne con difficili contesti esistenziali alle spalle, segnati da storie famigliari faticose e sofferte, da tabu o giudizi che escludono e discriminano, creando una sofferta percezione di loro stessi. Sotto questo profilo sono diversi i modi di affrontare l’ASS da parte degli adolescenti, i fidanzati, le persone sposate o le persone con queste tendenze in seminari o in un ambito religioso. Ognuno di questi gruppi o categorie vitali segnalati dall’autore richiede una particolare sensibilità nell’aproccio.

Il volume finisce con un’interessante appendice sugli interventi del Magistero della Chiesa in questo ambito, il che mostra la sollecitudine e l’affetto con i quali la Chiesa ha sempre accolto le persone in questa situazione, come in tante altre. Vale la pena segnalare, come fa nella prefazione l’Arcivescovo di Bologna Monsignor Zuppi, che è stata Madre Teresa tra le prime ad aprire un centro di aiuto per persone malate di HIV a New York negli anni novanta dello scorso secolo o il modo in cui si sono attivati molti operatori in Africa nel creare reparti specializzati in ospedali cattolici per affrontare l’emergenza dell’AIDS.

La post-fazione finale del professore Pérez-Soba ci porta a capire come viene percepita la tendenza omosessuale nella società attuale e con quali categorie viene affrontata e discussa nella sfera pubblica: il senso profondo dell’amore, l’uomo come immagine di Dio e l’identità sessuale sono tre concetti chiave offerti come strumenti per comprendere la proposta di accoglienza cristiana.

Si tratta, pertanto, di un libro interessante, controcorrente per certi versi, e che fa riflettere aldilà dei cliché, perché parte dalla realtà stessa della esperienza pastorale e si basa sul principio che l’inclinazione sessuale è uno degli elementi nella configurazione della persona e della propria identità ma non l’unico. In un primo luogo parliamo di un tu e un io, di persone, e in un secondo momento di identità sessuale, di progetto vitale e di tante altri cose che articolano l’esistenza umana e la fanno diventare una esperienza unica in ognuno di noi, aperta alla trascendenza, all’amore di Dio.

La panoramica di questo libro, appena presentata mi ha portato a fare due riflessioni in quanto sacerdote e in quanto professore di comunicazione.

Da una parte possiamo soffermarci sulla proposta cristiana per vivere un’affettività piena e felice. Frequentemente il tema che ci occupa viene coperto dai media in modo univoco, come se la proposta di Gesù fosse per altri tempi, quando in realtà nei primissimi tempi è proprio questa che ha rigenerato la decadenza morale di tutto un impero: le lettere di san Paolo fanno riferimento ad un contesto morale per certi versi molto simile al nostro, quello che ora è in gioco, è se la proposta cristiana è valida in ogni periodo storico. Si, adesso e sempre sarà legittimo scegliere di vivere la castità in un mondo secolarizzato che ha una povera considerazione dell’amore. La scelta di una vita in Cristo, in linea con i suoi insegnamenti morali sembra difficile ma è perfettamente legittima e va rispettata almeno come tante altre opzioni che vengono presentate nella sfera pubblica. L’identificazione necessaria tra una tendenza (etero o omosessuale) e atto è proposta in molte serie TV e in tanti articoli, ma non lascia uno spazio vero alla libertà umana e preclude altre vie alternative di proposta affettiva. Sorprende quando qualcuno vuole denigrare altre scelte di vita semplicemente perché non coincidono con la propria opinione. In un contesto pluralistico, la proposta della castità è una opzione legittima percorribile per tutti i cristiani, sposati e non. Anche perché molte delle persone che trovano la felicità in questa via hanno provato prima altre vie assai diverse e non così soddisfacenti.

Le persone attratte verso lo stesso sesso vanno accolte e trattate con la stessa cura e affetto con i quali la fede cristiana ci propone di trattare qualsiasi persona per il fatto di essere persone, create a immagine e somiglianza di Dio. Per tanto, non si tratta di creare ghetti ma di accogliere tutti e offrire a tutti lo stesso messaggio: non si sta pensando di offrire un insegnamento morale differente da quello offerto alle altre persone. La castità, vissuta da ognuno nella propria condizione di vita, è un cammino verso la pienezza affettiva che porta verso la felicità. Le circostanze vitali possono essere difficili: persone sposate che si trovano con difficoltà serie per vivere il loro matrimonio, un marito abbandonato dalla moglie o una moglie abbandonata dal marito, una donna che non trova la persona ideale con la quale condividere una vita e formare una famiglia, situazioni familiari che obbligano a concentrarsi sulla famiglia di origine e impediscono di crearne un’altra, condizioni economiche o di guerra che segnano profondamente la vita affettiva delle persone, o situazioni più normali che comunque mettono in gioco scelte di amore importanti come il cambio di carattere di un fidanzato, l’arrivo in famiglia di un parente anziano, la maggiore o minore invadenza dei genitori nella vita matrimoniale o l’arrivo dei figli… La proposta cristiana nel modo in cui vivono l’amore le persone con attrazione per lo stesso sesso si inserisce in questo contesto, in un mondo ferito dal peccato originale, dove ognuno cerca di vivere come cristiano, di incarnare l’amore di Dio seguendo la morale cristiana, per raggiungere la santità nella propria vita. In questa linea vanno lette le difficoltà che molte persone manifestano nel corso della direzione spirituale.

Per ultimo volevo fare riferimento alla solitudine. Nell’approccio di accoglienza pastorale bisogna tenere conto della solitudine. Anche se appartiene a tante altre realtà esistenziali la solitudine qui è particolarmente sentita. Dal punto di vista comunicativo ed educativo sembra opportuno puntare su due aspetti: riscoprire l’intensità delle amicizie profonde aldilà dei legami meramente fisici, attraverso elementi comuni di incontro; trovare un posto proprio all’interno di un gruppo o comunità diverso dal nucleo familiare in cui si è cresciuti. Sia una via sia l’altra permettono di aiutare a difendersi dal giudizio altrui e sentire l’amore di Dio attraverso un amore di amicizia profonda e comunità solidale, dove ognuno diventa importante per l’altro, dove i giudizi altrui vengono messi in un contesto sereno e amichevole.

Concludo dicendo che è molto positivo che siamo oggi qui, nella presentazione di questo volume perché è la manifestazione di una attenzione della Chiesa verso le persone, un desiderio di servire gli uomini offrendogli un messaggio di felicità predicato XX secoli fa, uno stile di vita che porta alla pienezza e supera qualsiasi difficoltà.

 

José María La Porte

11-V-2017

Leggi anche l’articolo relativo (in spagnolo)

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