PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI J.F. HARVEY, Attrazione per lo stesso sesso, 17.V.2017 (don Sean Kilcawley)

Abstract dell’intervento

Il 26 settembre 1980 p. John Harvey tenne il primo incontro di Courage a New York per fornire supporto a persone che sperimentavano attrazione per lo stesso sesso che cercavano di vivere la loro fede cattolica nella libertà. Al giorno d’oggi il suo lavoro non si applica solo a coloro che sperimentano attrazione per lo stesso sesso, ma è fondamentale per evangelizzare una cultura iper-sessualizzata. Courage è nato prima dell’accettazione dell’omosessualità da parte dei media, prima che la pornografia fosse disponibile online e prima che ogni bambino avesse uno smartphone. Trentasei anni dopo, questi progressi tecnologici rendono necessari altri ministeri, come Courage, per accompagnare, evangelizzare e invitare alla conversione tutti coloro che sono schiavi del peccato sessuale.

L’Apostolato Courage come modello di accompagnamento e di evangelizzazione.

È per me oggi un grande piacere tornare all’istituto di Giovanni Paolo II e – prima di cominciare – desidero esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che sono stati responsabili della mia formazione dal 2009 al 2013.

La formazione accademica che ho ricevuto qui è stata veramente uno strumento che Gesù ha usato per rivelare le ferite più profonde della mia vita, in modo da poterle sanare.

Infatti, questo Istituto ha salvato il mio sacerdozio e, conseguentemente, molti matrimoni e famiglie che ho assistito nella diocesi di Lincoln e il lavoro che faccio con un apostolato che si chiama Integrity Restored.

Il titolo del mio contributo è: L’Apostolato Courage come modello di accompagnamento e evangelizzazione.

Il primo incontro di Courage si è svolto nel settembre del 1980 a New York con padre Harvey e 5 uomini. Oggi ci sono gruppi di Courage in 120 diocesi negli Stati Uniti e in altri 25 paesi in tutto il mondo. Non sono direttamente coinvolto nell’Apostolato Courage della mia diocesi, ma ho imparato molto dalla saggezza di padre Harvey per accompagnare e evangelizzare tutti coloro che sono schiavi del peccato sessuale.

Padre Harvey parte da una riflessione sull’identità. Preferisce fare riferimento a persone con attrazione per lo stesso sesso piuttosto che usare il termine “gay” o “lesbica”.

Infatti, negli Stati Uniti c’è stato un certo conflitto tra l’Apostolato Courage e un altro gruppo chiamato Spiritual Friendship movement che cerca di affermare l’identità omosessuale e di vivere in accordo con l’insegnamento della Chiesa. Preferiscono identificarsi come cattolici gay o lesbiche.

L’errore in questa posizione e l’importanza della posizione di Courage è reso evidente dalle seguenti parole di Joseph Ratzinger “il vero Dio è per sua essenza totalmente “essere per” (Padre), “essere da” (Figlio) ed “essere con” (Spirito Santo). L’essere umano, tuttavia, è immagine di Dio proprio per il fatto che il “da”, il “con” e il “per” costituiscono la figura antropologica fondamentale. Laddove si cerca di liberarsene, non ci si avvicina alla divinità, ma alla disumanizzazione” (J. RATZINGER, “Libertà e verità”, Studi Cattolici 430, dicembre 1996).

Il modello antropologico deve provenire da, con e per. In altre parole, essere un figlio o una figlia che diventa marito o moglie, per diventare padre o madre. Queste tre relazioni sono fondamentali per l’immagine di Dio nell’uomo, e l’identità si trova nella relazione dell’essere da. La nostra identità, rivelata nella persona di Cristo è essere figlio o figlia.

Identificarsi come omosessuale significa fondare l’identità non in chi siamo da, ma in chi siamo con: da chi siamo attratti o eccitati. È un tentativo di liberarci dal modello fondamentale.

Quello che troviamo nel lavoro di padre Harvey è un modello di accompagnamento e evangelizzazione che cerca di ripristinare il modello antropologico.

Nella misura in cui una persona è sanata nella sua identità di figlio amato del Padre (essere da), impara ad avere sane amicizie (essere con), e si impegna nel servizio agli altri (essere per).

Amoris Laetitia 291 afferma che «la Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito … [e] non dimentichiamo che spesso il lavoro della Chiesa assomiglia a quello di un ospedale da campo».

Nel 1980, padre Harvey ha riconosciuto un gruppo di persone che mostravano segni di un amore ferito e smarrito. Egli sottolinea come molte persone che sperimentano attrazione per lo stesso sesso provengano da famiglie in cui “il bambino ha difficoltà a relazionarsi con il genitore dello stesso sesso”, “c’è una relazione eccessivamente stretta con il genitore del sesso opposto”, “c’è un’incapacità d’identificazione con i coetanei dello stesso sesso” o c’è la presenza di “abusi emotivi, (tra cui l’indifferenza) o traumi sessuali”.

La sua riflessione sui fattori che contribuiscono alla formazione della persona con SSA rivela un punto importante per la cura pastorale di questo gruppo di persone.

La cura pastorale non comincia con il giudizio morale degli atti commessi ma con il discernimento delle ferite presenti nella storia personale di ciascuno.

Questo non significa che respingiamo la verità dell’insegnamento della Chiesa sulla persona umana e sulla sessualità umana. Come dice Amoris Laetitia 293 «nel discernimento pastorale conviene identificare elementi che possono favorire l’evangelizzazione e la crescita umana e spirituale».

Questo spesso significa discernere le bugie che derivano dalle ferite subite nell’infanzia. Come ad esempio “non sono amabile”, “se le persone sapessero chi sono in realtà mi rifiuterebbero”, “Dio ha commesso un errore quando mi ha creato”.

Queste sono bugie sull’identità che sono antiche come il peccato originale.

L’accompagnamento pastorale prevede di dire la verità dell’amore di Gesù difronte a queste menzogne – l’accompagnamento pastorale deve essere accompagnamento kerygmatico a partire dalla prima proclamazione dell’amore salvifico di Cristo e dalla chiamata alla conversione.

Harvey afferma che il progetto di vita spirituale deve essere più che il completamento di esercizi esteriori. “Quello che importa davvero è la conversione interiore della persona, a cui si giunge facendo leva direttamente sugli affetti umani”.

Giovanni Paolo II affermava in Dives in misericordia 13 che «la conversione a Dio è sempre frutto del “ritrovamento” di questo Padre che è ricco di misericordia».

La meditazione sulle Scritture dovrebbe concentrarsi sulla misericordia di Gesù mentre cura i malati e le parole del Padre che dice “sei il mio figlio amato”.

Anche la riflessione sul figliol prodigo è fondamentale in quanto illustra il fatto che «diviene più palese che l’amore si trasforma in misericordia quando occorre oltrepassare la precisa norma della giustizia» (Dives in Misericordia 5).

Considerare l’eziologia dell’attrazione per lo stesso sesso apre la porta alla compassione misericordiosa e all’affermazione del bene della persona, senza accettare azioni peccaminose.

Padre Harvey rivela questo tipo di misericordia quando parla di come l’assistito abbia bisogno «di una completa accettazione personale dall’accompagnatore spirituale; in altre parole, devono sentirsi rassicurato del proprio valore in quanto persona, a prescindere dagli atti omosessuali commessi». Deve sapere che l’accompagnatore spirituale «ha cura di lui, anche se non può giustificarne il comportamento».

Quando una persona conosce la misericordia, si apre ad un senso di appartenenza al Padre ed è risanata nella sua identità di Figlio e Figlia amata.

Una seconda dimensione di Courage come modello di accompagnamento e di evangelizzazione è la sua capacità di ripristinare l’amicizia e la comunità.

«Uno dei compiti principali del direttore spirituale è quindi aiutare la persona che prova ASS a formare amicizie durature».

La riunione settimanale del gruppo di sostegno, seguendo il modello dei 12 passi, offre questa opportunità per formare una comunità forte. È un luogo dove l’amicizia nasce da esperienze comuni e obiettivi comuni. C’è anche una comunione unica che esiste tra le persone con una commune sofferenza.

Salvifici Doloris 8 ci dice che «gli uomini sofferenti si rendono simili tra loro mediante l’analogia della situazione, la prova del destino, oppure mediante il bisogno di comprensione e di premura, e forse soprattutto mediante il persistente interrogativo circa il senso di essa».

Riunirsi in un gruppo di sostegno porta all’amicizia quando uomini e donne presenti nella stanza scoprono di “conoscere la stessa verità”, si rendono conto che non sono soli e se condividono la loro vita l’uno con l’altro saranno ricompensati con misericordia, accettazione e amore.

Infine, Courage cerca di ripristinare il senso della personale missione al servizio incoraggiando opere apostoliche e caritative.

«È necessario trovare dei mezzi per servire Dio che possano dare alle persone che provano un’A.S.S. la convinzione di contribuire alla vita». Questo senso di missione è anche raggiunto quando i membri più anziani della comunità accolgono I nuovi venuti e li accompagnano nel cammino di conversione.

Questo modello è di grande importanza oggi che la Chiesa cerca di evangelizzare il mondo moderno. A causa dei progressi tecnologici, la nostra cultura è diventata iper-sessualizzata. Padre Harvey ha iniziato Courage prima della diffusione delle ideologie omosessuali nei media, prima della pornografia internet e prima che la pornografia Internet fosse a disposizione di ogni bambino attraverso il suo smartphone.

Negli Stati Uniti, l’età media dell’esposizione alla pornografia violenta, è di 8-10 anni. Secondo uno studio condotto dal gruppo Barna, quasi due terzi degli uomini cristiani e il 40% delle donne cristiane vedono pornografia almeno una volta al mese. Se questo è vero, quasi la metà della Chiesa è attualmente schiava del peccato sessuale.

L’uso di pornografia e omosessualità sono problemi non privi di una certa correlazione. Molti degli uomini che frequentano Courage cercano di liberarsi dall’uso della pornografia. L’esposizione precoce alla pornografia contribuisce alla confusione tra i giovani sulla loro identità e orientamento sessuale.

Molti adolescenti che s’identificano come omosessuali o s’interrogano sulla propria identità sessuale affermano che il motivo è il genere di pornografia che preferiscono.

L’esposizione precoce è anche un fattore importante per la dipendenza da pornografia in età adulta. La maggior parte degli adulti che manifestano una dipendenza da pornografia su internet riportano di essere stati esposti per la prima volta quando avevano tra i 10 e i 12 anni. Inoltre, questa esposizione precoce, rara negli anni ’80, è oggi la norma.

realtà significa che il modello di accompagnamento e di evangelizzazione fondato sull’opera di padre Harvey non riguarda più solo un piccolo gruppo di persone, ma nè ha ormai bisogno tutta la Chiesa.

Il problema della pornografia è forse più urgente oggi perché l’esposizione è così comune e quasi distorce immediatamente l’immagine di Dio. Papa Benedetto XVI ha dichiarato nel suo intervento del dicembre 2011 al Pontificio Consiglio per la Famiglia: “Nel nostro tempo, come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro”. Questo è ben dimostrato da un ragazzo di 12 anni che mi è venuto a trovare con i suoi genitori.

Era stato esposto alla pornografia quando aveva 10 anni e quando gli ho chiesto cosa gli avrebbe detto Gesù, mi ha risposto: “Avrebbe detto, “ormai dovresti saperlo”, “questo è male per te”, “stai facendo male a delle persone”, padre è come se stessi piantando i chiodi nelle mani di Gesù “.

La mia risposta è stata:” tu eri un bambino!

Gesù dice: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare (Mc 9,42).

Gesù si inginocchierebbe davanti a te, ti abbraccerebbe e direbbe: “Mi dispiace che questo sia successo a te, questo non avrebbe dovuto accadere a te, ti amerò sempre, non ti lascerò mai”. Allora lui ha cominciato a piangere mentre ritrovava questo Padre che è ricco di misericordia.

L’immagine di Dio che aveva era distorta da qualcosa che non era colpa sua.

Un’altro esempio è quello di un padre che è venuto a trovarmi. Aveva guardato pornografia e commesso atti impuri per 40 anni. Dopo aver riconosciuto di avere una dipendenza, si è impegnato a liberarsi da questo comportamento. Ha frequentato un terapeuta e ha incontrato il suo parroco per la direzione spirituale. Dopo due mesi mi ha riferito che suo figlio, guardandolo, un giorno gli ha detto: “Mi piace il mio nuovo papà!”

Eliminare il peccato sessuale dalla sua vita gli ha permesso di essere più presente a suo figlio e suo figlio ha cominciato a sperimentare l’amore di Dio attraverso l’amore di suo padre. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”.

Il cammino della conversione è lo stesso per coloro che hanno una dipendenza da pornografia. Dobbiamo capire la loro storia, proclamare il Vangelo e guarire le ferite per ripristinare la loro identità come figli e figlie amati del padre.

Dobbiamo fornire gruppi di sostegno in cui coloro che hanno convissuto con un segreto possano imparare a conoscere e essere conosciuti dagli altri in autentica amicizia e fornire opportunità di servizio.

Molti degli uomini e delle donne che frequentano i gruppi di supporto che facilito sono diventati attivi nel promuovere risorse per proteggere i bambini dalla pornografia.

A causa del cambiamento culturale e tecnologico in atto, gli apostolati come Courage, Integrity Restored e Puri di Coure di recente costituzione, sono diventati un primo passo necessario per evangelizzare il mondo moderno.

La formazione offerta dall’istituto di Giovanni Paolo II è fondamentale per avere il linguaggio e il quadro teologico necessario ad avvicinarsi alla cultura in cui viviamo. Tutti dovremmo trovare grande consolazione nel fatto che Gesù ci ha riuniti in questo luogo. Prego che possiamo lavorare insieme in armonia per portare l’amore di Cristo nei cuori di coloro che credono di non poter essere amati.

 

Original english text

It brings me great joy to return to the John Paul II institute today, and before I begin I would like to express my gratitude to all who were responsible for my formation here from 2009-2013.  The academic formation I received was truly an instrument that Jesus used to reveal the deepest wounds in my own life, so that He could heal them.  In fact, this institute saved my priesthood and by extension has saved many marriages and families that I have ministered to in the diocese of Lincoln and the work I do with an apostolate called Integrity Restored.

The title of my reflection is The Courage apostolate as a model of accompaniment and evangelization.  The first courage meeting took place in September, 1980 in New York City with Fr Harvey and 5 men.  Today there are courage chapters in 120 dioceses in the United States and another 25 worldwide.    I am not directly involved in the Courage apostolate in my diocese, but have drawn from the wisdom of Fr Harvey in order to accompany and evangelize all who are enslaved to sexual sin.

Fr Harvey begins with a reflection on identity.  He prefers to refer to persons with same sex attractions rather than use the term “gay” or “lesbian.”  In fact, in the United States there has been some conflict between the Courage apostolate and another group called the Spiritual Friendship movement which seeks to affirm homosexual identity while living in accord with Church teaching.  They prefer to identify as gay or lesbian Catholics.  The error in this position and the importance of the position of Courage is made evident by the following words of Joseph Ratzinger, “The real God is by his very nature entirely “being for”, “being from”, and “being with”.  Man, for his part, is God’s image precisely insofar as the from, with, and for constitute the fundamental anthropological pattern.  Whenever he attempts to free himself from this pattern, he is not on his way to divinity but to dehumanization.”  (Ratzinger, Truth and Freendom, Communio, Spring 1996).  The anthropological pattern is to be from, with, and for.  In other words, to be a son or daughter who becomes a husband or wife, in order to become a father or mother.  These three relations are fundamental to the image of God in man, and identity is found in the being-from relation.  Our identity, revealed in the person is Christ is son or daughter.  To identify as homosexual is to find identity not in who we are from but in who we are with—who we are attracted to or aroused by.  It is an attempt to free ourselves from the pattern.  What we find in Fr Harveys work is a model of accompaniment and evanglization that seeks to restore the anthropological pattern as one is healed in their identity as beloved son/daughter of the Father (being from), learns to have healthy friendships (being with), and engages in the service of others (being-for).

Amoris Laetita 291 states, “the Church must accompany with care the weakest of her children who show signs of a wounded and troubled love” (and) we “remember that the Church’s task is often like that of a field hospital.”  In 1980, Fr Harvey recognized a group of people who showed signs of a wounded and troubled love.  He points out that many people who experience same sex attraction come from families in which there is the “child has difficulty connecting with the same-sex parent,” there is an over connected or enmeshed relationship with the opposite-sex parent”, “a young person has difficulty connecting with peers of the same sex”, or there is the presence of emotional abuse, neglect, or sexual trauma.  His reflection on the contributing factors to the formation of the person with SSA reveals an important point regarding pastoral care of this population.  Pastoral care begins not with the moral judgment of the acts committed by with the discernment of the wounds that are carried within the personal narrative of the individual.

This doesn’t mean that we dismiss the truth of the Church’s teaching on the human person and human sexuality.  As Amoris Laetitia 293 tells us, “In this pastoral discernment, there is a need to identify elements that can foster evangelization and human and spiritual growth.”  This oftentimes means discerning the lies that grow out of the wounds that were inflicted in childhood.  Such as “I am unloveable, if people really knew me they would reject me, God made a mistake when He created me.”  These are “identity lies” that are as old as the fall.  Pastoral accompaniment involves speaking the truth of the love of Jesus into these lies—pastoral accompaniment must be kerygmatic accompaniment beginning with the first proclamation of Christ’s saving love and the call to conversion. Harvey states that the spiritual plan must be more that the completion of external exercises.  “It is important to stress the conversion of the person by appealing directly to human affections.”

John Paul II stated in Dives in misericordia 13 that ”conversion to God is always the fruit of the rediscovery of this Father who is rich in mercy.”  Meditation on the scriptures should focus on the mercy of Jesus as he cures the sick, and the words of the Father who says “you are my beloved son.”  Reflection on the prodigal son is also fundamental as it illustrates the fact that, “It becomes more evident that love is transformed into mercy when it is necessary to go beyond the precise norm of justice” (Dives in Misericordia 5). Looking to the etiology of same-sex attraction opens the door to merciful compassion, and the affirmation of the good of the person, while not affirming sinful actions.  Fr Harvey points to this kind of mercy when speaking of how the counselee needs “complete personal acceptance from the counselor—that is, affirmation of their worth as persons, regardless of past homosexual conduct.”  They must “know that the counselor cares despite the conduct which cannot be condoned.”  As a person comes to know mercy they are opened to a sense of belonging to the Father, and restored in their identity as beloved Sons and Daughters.

A second dimension of courage as a model for accompaniment and evangelization is its capacity to restore friendship and community.  “One of the prime tasks of the spiritual director, therefore is to help people with SSA form some lasting friendships.”  The weekly support group meeting, following the model of the 12 steps provides this opportunity to form a strong community.  It is a place where friendship is born from common experiences and common goals.  There is also a unique communion that exists among people with common suffering.  Salvifici Doloris 8 tells us that “People who suffer become similar to one another through the analogy of their situation, the trial of their destiny, or through their need for understanding and care, and perhaps above all through the persistent question of the meaning of suffering.”  Coming together in a support group leads to friendship as the men and women in the room discover that they “know the same truth”, they realize that they are not alone, and if they share their lives with one another they will be met with mercy, acceptance, and love.

Finally, Courage seeks to restore a sense of one’s mission to service by encouraging apostolic and charitable works.  “Some means of serving God must be found which will prove to the person with same-sex attractions that he or she is making a contribution to life.”  This sense of mission is also achieved as older members of the community welcome new members and accompany them in the path of conversion.

This model is of the utmost importance today as the Church seeks to evangelize the modern world.  Due to advances in technology, our culture has become hyper-sexualized.  Fr Harvey started courage before the spread of homosexual ideologies in the media, before internet pornography, and before internet pornography was available to each child through his smartphone.  In the united states, the average age of exposure to hard core, violent pornography is between 8-10 years old.  According to a study conducted by the Barna group nearly 2/3 of Christian men and 40% of Christian women view pornography at least once per month.  If this is true that almost half of the Church is currently enslaved to sexual sin.

Pornography use and homosexuality and not unrelated problems.  Many of the men who attend Courage are seeking to remain free from pornography use as well.  The early exposure to pornography is also contributing to confusion among young people about their sexual identity and orientation.  Many adolescents who identify as homosexual or questioning their sexual identity state that the reason they are questioning is based on the pornography that they prefer viewing.  Early exposure is also a major contributing factor to pornography addiction in adulthood.  Most adults who report addiction to internet pornography also report that they were first exposed when they were between 10-12.  Again, this early exposure was rare in the 1980s but is normative today.  This reality means that the model of accompaniment and evangelization found on Fr Harveys work is no longer simply for a small population, but is needed for the entire church.

The problem of pornography is perhaps more urgent today because exposure is so common and it almost immediately distorts the image of God.  Pope Benedict XVI stated in his December 2011 address to the pontifical counsel for the family, “In our time as in times past, the eclipse of God, the spread of ideologies contrary to the family, and the degradation of sexual ethics are connected.”  This is well illustrated by a 12 year old boy who came to see me with his parents.  He had been exposed to pornography when he was 10 and when I asked him what Jesus would say to him about that he answered, “He would say, ‘you should know better’, ‘that’s bad for you’, ‘you’re hurting people’, Father it’s like I was putting the nails into Jesus’ hands.”  My response was, “you were a child!  Jesus says, “whoever causes one of these little ones to sin, it would be better for him if a millstone were put around his neck and he be thrown into the sea.  Jesus would kneel in front of you, pull your head to his shoulder, and say ‘I’m sorry this happened to you, This shouldn’t have happened to you, I will always love you, I will never leave you.”  Then he started to weep as he was rediscovering the Father who is rich in mercy.  His God image was distorted by something that wasn’t his fault

Another illustration is a father who came to see me.  He had been viewing pornography and committing impure acts daily for 40 years.  After recognizing that he was addicted he committed himself to removing this behavior from his life.  He went to counseling and saw his parish priest for spiritual direction.  After two months he reported that his son looked at him one day and said, “I like the new Dad!”  Removing sexual sin from his life allowed him to be more present to his son, and his son started to experience the love of God through the love of his father.  “Blessed are the pure of heart for they shall see God.

The path of conversion is the same for those with pornography addiction.  We must understand their story, proclaim the Gospel, and heal wounds to restore their identity as beloved sons and daughters of the father.  We must provide support groups where those who have been living with secrets can learn to know and be known by others in authentic friendship, and provide opportunities for service.  Many of the men and women who attend the support groups I facilitate have become active in promoting resources for protecting children from pornography.

Due to the shifts in culture and technology apostolates like courage, Integrity Restored, and the recently founded Puri di Coure have become a necessary first step in evangelizing the modern world.  The formation provided here at the John Paul II institute is also necessary for providing a language and theological framework for approaching the culture in which we live.  We should all find great consolation in the fact that Jesus has brought us together in this place.  I pray that we may work together in harmony to speak the love of Christ into the hearts of those who believe they are unloveable.

 

 

Comments are closed.