Omelia per la festa del Sacro Cuore (forma straordinaria)

di p. Paul Check

Sacred_HeartDall’epistola di oggi: “Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, [siate] radicati e fondati nella carità” (Ef 3,17)

Nel nome …

Sodoma e Gomorra sono sinonimo di fuoco e di zolfo, perché quello fu il destino delle due città, secondo il libro della Genesi (19:24): una severa punizione per un comportamento gravemente in contrasto con la volontà di Dio e con la natura umana. Quando Abramo osservò la scena “un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace”, secondo le parole dello scrittore sacro (Gen 19:28). Troviamo riferimenti a questo episodio più avanti nel Deuteronomio, Isaia e Geremia … chiari richiami e avvertimenti, per coloro che hanno occhi che vedono.

In tre passi del Nuovo Testamento, nostro Signore paragona la punizione che ricevettero Sodoma e Gomorra al giorno del giudizio, che Egli indica sarà peggio:

1. Su coloro che rifiutano la predicazione degli Apostoli (e per estensione, i loro successori), ha detto: “In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sodoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città” (Mt 10,15).

2. Su Cafarnao, una città che ha rifiutato di pentirsi, Gesù ha detto: “Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!” (Mt 11,24).

3. E, infine, il Signore ha detto: “ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà” (Lc 17:29, 30).

Queste parole ci colpiscono con forza, dolorosamente, questa ne era proprio l’intenzione. Ogni genitore sa che ci sono momenti in cui solo una forte minaccia di punizione smuoverà il bambino … e i genitori sanno anche che tali messaggi non sempre raggiungono il loro scopo. Questa è una prova della nostra testardaggine.

All’inizio delle sue Confessioni, sant’Agostino scrive: “E cosa sono io stesso per te, perché tu mi comandi di amarti e ti adiri verso di me e minacci, se non ubbidisco, gravi sventure, quasi fosse una sventura lieve l’assenza stessa di amore per te?” (1,1.5) Agostino cerca di capire per noi la causa della collera divina, il motivo dietro le minacce divine … “Che cosa sono io per te, Signore? Perché minacci?” Forse, miei cari, troviamo la risposta nell’odierno vangelo per questa festa del Sacro Cuore: “Ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv 19:34). L’umile cuore di Cristo si è aperto a noi in generosità e amore, in sacrificio e abnegazione, e ora, è stato aperto da una lancia, e niente – niente – viene trattenuto. Sul Calvario possiamo vedere meglio – se siamo li, se siamo sinceri – la qualità dell’amore divino … e questo ci aiuta a capire meglio il carattere della giustizia divina. Un noto inno quaresimale recita: “L’amore cosi meraviglioso, così divino, / Reclama la mia anima, la mia vita, tutto me stesso”.

Nel citare i nomi di Sodoma e Gomorra, e in particolare i riferimenti che vi fa nostro Signore, voglio chiarire che non mi sto riferendo agli eventi dell’amministrazione dello stato di New York di una settimana fa, né alle persone che hanno attrazione per lo stesso sesso, e quindi in qualche modo prevedendo eventuali conseguenze in entrambi i casi. Ma sto usando il cambiamento di legge in New York per fare un paio di riflessioni che mi auguro possano essere di beneficio per voi, per le persone che assistono a questa Messa. La nostra natura decaduta è tale che applichiamo in primo luogo gli avvertimenti della Sacra Scrittura a “loro”, agli altri, e non a noi stessi. Questa, miei fratelli e sorelle in Cristo, non è la via del Vangelo. Quello che è successo a New York non è che una espressione tragica, sebbene molto perversa, di una più ampia e più profonda malattia nei cui confronti tutti siamo vulnerabili. Tornerò su questo fra poco.

In primo luogo, sono completamente d’accordo con il Santo Padre, quando ha detto: “Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un oggettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana”. Paradossalmente, coloro che desiderano tolleranza diventeranno essi stessi inevitabilmente sempre meno tolleranti e più drastici vietando ogni forma di dissenso.

Secondo, e più importante, per tutti noi, soprattutto in considerazione della festa odierna, voglio offrire alcuni frutti della mia esperienza sacerdotale e un’idea dell’origine del problema di fondo che in qualche misura, affligge tutti noi a causa della concupiscenza e dei nostri peccati personali … e la cecità che può seguire.

Ho insegnato etica sessuale ai nostri uomini in formazione per gli ordini sacri e per il diaconato permanente, ed alle suore di Madre Teresa, per quasi tutti i 14 anni del mio sacerdozio. Questo era lo scopo della specializzazione, la licenza in teologia morale, che il vescovo Egan mi ha mandato a prendere a Roma molti anni fa: per capire meglio la natura dell’intimità umana e condividere questa idea con gli altri. Molti di voi sanno del mio attuale incarico. L’altra mia esperienza comprende l’aver udito centinaia di confessioni di studenti cattolici delle scuole superiori nel corso di un incarico di due anni a Notre Dame a Fairfield e sei anni di pratica quotidiana – sette giorni a settimana – di confessionale a St. John a Stamford. Vorrei dire (e lo dico senza vanto) che nei miei primi otto anni di servizio alla diocesi, ho avuto più esperienza confessionale di ogni altro sacerdote a Bridgeport … e vi prego di ricordare che quello che voglio condividere con voi proviene da quello che ho imparato da persone che cercano sinceramente di vivere gli insegnamenti di Cristo e della Sua santa Chiesa, come provato dalla loro presenza in confessione.

Ecco alcune delle mie conclusioni che non tenterò di dimostrare questa mattina, potete farne quello che preferite. Le offro senza alcun spirito di condanna, e solo per carità sacerdotale e fraterna.

L’erosione costante del nostro senso di purezza è qualcosa che probabilmente non riconosciamo chiaramente come potremmo, perché ci viviamo in mezzo tutto il tempo. Si può dire molto di una cultura, per esempio, da quello che considera “divertente”, dal suo umorismo … gran parte di quello attuale è ciò che un tempo si diceva osceno. Spettacoli televisivi – mi rendo conto che questi sono leggeri al confronto – come Friends e Seinfeld non sono divertimento per gli amici di Cristo.

Moda, anche quella di alcune donne cattoliche che frequentano regolarmente la Messa, spesso costituisce un pericolo grave per la purezza degli uomini che le vedono, perché gli standard oggettivi di modestia (e ne esistono…) sono sistematicamente violati. La mia opinione è che gran parte di questo è riconducibile a leggerezza o vanità, non ad un intento di sedurre.

Ci sono molti uomini che andranno in chiesa oggi e che, regolarmente, forse abitualmente, guardano pornografia, e peggio, che non considerano quello che stanno facendo in contrasto con le loro promesse matrimoniali.

Se i genitori usano la contraccezione nel loro matrimonio, allora hanno tutte le ragioni per aspettarsi che i loro figli la usino al di fuori del matrimonio. Se abbiamo volutamente dissociato la procreazione dal matrimonio, presto dissoceremo i rapporti sessuali dal matrimonio.

È un errore ingenuo pensare che la musica moderna, in particolare i video che spesso l’accompagnano, non influenzi le nostre relazioni e la nostra visione degli altri.

I genitori che permettono ai loro figli – soprattutto ai ragazzi – di avere la connessione a internet in camera propria (e peggio ancora con la porta chiusa) stanno mettendo un ostacolo nel percorso di coloro che dovrebbero proteggere.

Ora per favore permettetemi di essere ancora una volta chiaro: questo non è un invito a diventare “Amish cattolici”, che è una tendenza a cui penso che alcuni che frequentano questa messa, in particolare, siano a volte inclini, come una soluzione ai problemi che ho appena enumerato. L’imperativo evangelico di essere sale e luce in un mondo decaduto, rimane, e genitori e sacerdoti devono preparare i bambini a vivere nel mondo, ma non cadere preda del mondo … una sfida più impegnativa oggi, lo ammetto.

L’altro giorno, il Santo Padre ha detto questo: “la vera domanda. Essa suona: è vero ciò in cui crediamo oppure no?” E ha suggerito che la “consuetudine” (mi riferisco di nuovo agli esempi che ho dato) è qualcosa di molto diverso da un “amore della verità” … e nel dire questo, ha collegato le due grandi facoltà o poteri della persona umana: la capacità di amare e la capacità di conoscere la verità. Papa Benedetto ha continuato a dire: “L’amore vuole conoscere meglio colui che ama. L’amore, l’amore vero, non rende ciechi, ma vedenti. Di esso fa parte proprio la sete di conoscenza, di una vera conoscenza dell’altro”.

E così, per concludere, miei cari, torno alla malattia a cui tutti possiamo soccombere: che la nostra ricerca di amore può essere facilmente mal indirizzata, e possiamo accontentarci invece di una contraffazione: auto-soddisfazione … il contrario di quello che vediamo sul Calvario, dove il Sacro Cuore, dimentico di sé e donandosi, effonde sangue e acqua, la grazia e la misericordia, dalla Croce.

Come suggerisce il Papa, saremo interessati alla verità solo se ci sforziamo di amare secondo l’esempio del Cuore di Gesù. Detto in altro modo, la mancanza di amore precede una perdita di desiderio per la verità sulla nostra condizione umana e la grazia e la libera iniziativa del Buon Dio per salvarci dal peccato e dall’egoismo. L’unica soluzione al groviglio del cuore umano è il Sacro Cuore di Cristo, che ci ha amati con coraggio fino alla fine, e che ci invita, ci chiede, anche con parole forti, di riamarlo con coraggio.

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