Omelia di Natale per la Messa dell’Aurora

di p. Paul Check

“…mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno”. (Salve Regina)

Nel nome del Padre…

Conosciamo la Madonna sotto molti titoli: Madre di Dio, Madre della Chiesa, Regina della Pace, Causa della nostra gioia, Rifugio dei peccatori. Forse uno dei suoi titoli meno noto è: Cercatrice di chi è perduto. Il cuore di una madre non è tranquillo fino a quando un figlio è smarrito. La Madonna ha rivelato il suo turbamento in questo modo durante l’episodio nella vita di suo Figlio che chiamiamo il “Ritrovamento al tempio.” “Perché ci hai fatto questo?” chiede a Gesù dodicenne, mostrando il suo dolore e l’ansia materna mentre Lo cercava.

“A te ricorriamo, esuli figli di Eva.” Queste parole della Salve Regina esprimono la nostra condizione – esuli figli – da quando l’uomo si è allontanato da suo Padre e ha introdotto nell’anima questa inquietudine interiore che è la comune esperienza umana, salvo per la Madonna Santissima, che è stata preservata da questa lotta in virtù della sua Immacolata Concezione, in modo che Lei potesse essere il vaso di grazia che porta il Principe della Pace nel mondo. Dalla Salve: “Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno.”

“…questo esilio…” Sopportiamo molte sofferenze in questa vita… ancora una volta, un’esperienza umana comune o universale. Perdiamo situazioni che troviamo congeniali: perdiamo la salute: perdiamo una persona cara. Tutte queste cose possono essere molto dolorose. Ma le sofferenze peggiori arrivano quando perdiamo qualcosa per colpa nostra… deliberatamente, per egoismo, anche con malizia. Questa è la sensazione peggiore: sapere che abbiamo danneggiato qualcosa che ci è caro per mezzo della nostra stessa insensibilità, col nostro egoismo o forse per avidità. E così l’uomo è responsabile del suo esilio da Dio: perché non ha fiducia in Lui, non lo ascolta, non è fedele alla sua natura di essere creato.

Ancora dalla Salve Regina: “A te sospiriamo, gementi e piangenti, in questa valle di lacrime.” Quante volte siamo stati causa della nostra stessa infelicità e poi ci siamo rivolti al cielo per ricevere soccorso.

Andare alla ricerca dei figli perduti di Dio è nel cuore della nostra Madre, Maria, perché prima è nel cuore del Padre nostro che è nei cieli. Durante l’Avvento, abbiamo sentito, attraverso la voce dei profeti, il rassicurante messaggio del Padre: “Non ti lascerò orfano, verrò a cercarti, non permetterò che tu rimanga in esilio, tra le sofferenze che tu stesso hai provocato col peccato, manderò mio Figlio a salvarti, perdonarti, a ricondurti da me.”

San Paolo scrisse a S. Tito che “apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini” in forma umana, tuttavia “non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia.” Gesù Cristo è venuto … non siamo più “abbandonati.” (Isaia)

Ora che Dio ci ha cercato, ora che Egli ha mandato un Redentore, sta a noi cercarlo. Le parole dei pastori, uomini umili e semplici, si conservano per noi nel Vangelo di san Luca per indicarci la strada da seguire: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere.”

Cari, ogni storia d’amore, ogni idillio ha questa qualità di cercare e trovare, così è con l’amore di Dio. Natale è l’invito di Dio a rinnovare la nostra ricerca di Lui, del Salvatore, di colui che per primo ci è venuto a cercare abbandonando la sicurezza e la pace del trono della grazia in cielo, per diventare “Emmanuel”. Solo Lui – Dio con noi – è la soddisfazione del cuore inquieto, il sollievo per il dolore della perdita, la tenera misericordia che guarisce la ferita della nostra infedeltà, del nostro peccato. Solo Lui, Gesù Cristo, può dare questi doni, queste grazie. Sbaglieremmo a cercare altrove. Questo allungherebbe solo ulteriormente il nostro esilio.

“Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.” La Madonna con la sua umiltà, fiducia e l’amore per Dio ci ha portato Gesù e così Lei cerca sempre più profondamente nel mistero della Sua bontà e generosità. Ora, come nostra “Madre di Misericordia” (Salve Regina) e Cercatrice di chi è perduto, Lei ci porterà a suo Figlio nel presepe, dove i figli fedeli del Padre si riuniscono per rendere grazie perché non siamo più orfani.

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