Comunicato stampa 28 maggio 2018

In seguito all’annuncio della presentazione del libro di Daniel Mattson, Perché non mi definisco gay, prevista presso la Cittadella della Carità “don Enrico Smaldone” di Angri (SA) per il 29 maggio 2018, la stampa locale ha riportato alcune dichiarazioni che, mistificando intenzionalmente la realtà, pretendono di attribuire all’Apostolato Courage una posizione in merito a determinate metodologie terapeutiche ed una concezione dell’omosessualità come forma patologica, che gli sono invece del tutto estranee.
Pertanto si ritiene opportuno pubblicare, anche al fine di chiarire ogni equivoco che le suddette dichiarazioni possano aver ingenerato, la traduzione italiana della dichiarazione di Courage International sulle “terapie riparative”. ‎

Dichiarazione sulle “terapie riparative”

Courage International non fornisce, rinvia a, o richiede alcuna forma di terapia per i propri membri.

Il primo obiettivo dei membri di Courage è “Vivere una vita casta secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica” riguardo alla sessualità in generale e all’omosessualità in particolare. La Chiesa cattolica insegna che tutte le persone sono chiamate alla castità, siano esse sposate, single, ordinate, consacrate o laiche.

Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica (CCC n. 2337), “la castità esprime la raggiunta integrazione della sessualità nella persona e conseguentemente l’unità interiore dell’uomo nel suo essere corporeo e spirituale”. L’obbligo di vivere castamente si riferisce alle persone a prescindere dal fatto che sperimentano attrazioni per lo stesso sesso (A.S.S.) o meno.

Come associazione pubblica di fedeli cristiani, con statuti e responsabili approvati dall’autorità ecclesiastica, Courage International aiuta uomini e donne maggiorenni che provano attrazione per o stesso sesso e che di loro spontanea volontà hanno preso la decisione di vivere la virtù della castità in accordo con l’insegnamento della Chiesa cattolica.

L’Apostolato Courage fa proprio l’insegnamento del Catechismo (CCC n. 2358) secondo cui le persone che sperimentano l’A.S.S. “devono essere accolt[e] con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

Ricordiamo ugualmente, la dichiarazione della Congregazione della Dottrina della Fede (CDF 1986 n. 10): “Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni”.

Courage International – Press Office

Testo originale (in inglese) https://couragerc.org/statement-regarding-remarks-in-the-seanad-ireland/

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