Preghiera e spiritualità

Risorse per intensificare la tua vita di preghiera ed approfondire la tua devozione!

Questa pagina offre un assortimento di risorse sulla preghiera: imparare a pregare, come intensificare la propria vita di preghiera attraverso la meditazione e l’intima comunione con Dio (preghiera del cuore) e come riconoscere il dono della contemplazione. Mediante questi testi conoscerai la preghiera dai Maestri della spiritualità: san Francesco di Sales, santa Teresa d’Avila, san Giovanni della Croce, santa Teresa di Lisieux, sant’Ignazio di Loyola ed altri ancora. C’è qualcosa per tutti, dal principiante a chi è già avanzato nella preghiera.
Laddove disponibile, è possibile  accedere al testo in formato elettronico selezionando l’immagine del libro corrispondente.


FiloteaSan Francesco di Sales Filotea. Introduzione alla vita devota, Cantagalli 

Pochissimi sono gli scrittori che senza prefiggersi alcun intento letterario abbiano saputo trattare dottrine spesso elevate come San Francesco di Sales con un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo capace di esprimere e far comprendere concetti elevati. Una lettura appassionante che fa conoscere la grande sensibilita’, l’educazione e la genialita’ di San Francesco

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santa teresinaSanta Teresa di Lisieux Storia di un’anima, San Paolo Edizioni

Teresa di Lisieux – al secolo Maria Francesca Teresa Martin, al Carmelo Suor Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto – nacque ad Alençon il 2 gennaio 1873, da Luigi Martin e Zelia Guérin, ultima di nove figli. La sua breve esistenza fu segnata dalla ricerca dell’amore («la mia vocazione è l’amore!», è la sua scoperta) che si concretizzò in una vita religiosa esemplare per fedeltà e amore del sacrificio. L’illuminazione che ricevette sulla «piccola via» della fiducia illimitata nell’Amore misericordioso di Dio la portò alla vetta della santità e le meritò, grazie ai suoi scritti, il titolo di dottore della Chiesa. Morì nel Carmelo di Lisieux il 30 settembre 1897 lasciando alcuni scritti: Preghiere, Poesie, Lettere, Pie ricreazioni e soprattutto i Manoscritti A, G e M (come vengono chiamati nella presente opera), che costituiscono la Storia di un’anima che qui presentiamo quale è uscita dalle sue mani.

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giovanni della croceSan Giovanni della Croce Opere, OCD

Pochi dottori della Chiesa hanno accentuato come Giovanni della Croce il nulla della creatura e il tutto di Dio. Pochi alla pari di lui hanno parlato dell’amore di Dio per l’uomo, del suo desiderio di stringerlo a sé, della sua “fretta” di portarlo sollecitamente alla pienezza dell’amore.

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castello interioreSanta Teresa d’Avila Il castello interiore, Paoline Editoriale Libri

Il celebre itinerario dell’anima nella sue 7 dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Santa Teresa D’Avila scrive per le sue consorelle e le istruisce, come una buona e paziente maestra, sulla preghiera e sulle sue difficoltà e consolazioni.L’opera spicca per la sua attualità e si propone ancora oggi ai credenti come guida sicura per una spiritualità solida e profonda. Pubblicazione adatta a tutti coloro che sono interessati ad accedere alle fonti della spiritualità cristiana e ad entrare “in dialogo” con una grande maestra.

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santo abbandonoVital Lehodey Il santo abbandono, San Paolo Edizioni

L’autore analizza nel volume le applicazioni pratiche, per laici e religiosi, in molteplici situazioni della vita materiale e spirituale. Nel progetto divino vi è la stessa sofferenza terrena, che può essere per l’uomo una prova necessaria, in quanto condizione di merito o demerito per l’eternità. Numerosi esempi e scritti di grandi maestri di spiritualità, quali sant’Alfonso de’ Liguori, santa Teresa di Gesù Bambino e san Francesco di Sales, costituiscono il fondamento delle riflessioni di Lehodey. Il santo abbandono richiede distacco e indifferenza per tutto ciò che non è Dio e la sua volontà, pur essendo ben lungi da un atteggiamento di mera passività da parte dell’uomo.

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ignazioSant’Ignazio di Loyola Esercizi spirituali, Città Nuova Editrice

Composti nel 1522 in spagnolo in una stesura non definitiva, trascritti poi in latino e pubblicati nel 1548 a Roma, gli Esercizi spirituali rappresentano la “chiave di volta” della spiritualità di Ignazio di Loyola. Tale pratica infatti, anteriore ad Ignazio, fu elaborata per la prima volta da lui in forma sistematica: sotto la guida di un direttore, l’esercitante dovrà vivere in silenzio e solitudine per un mese. La prima settimana è centrata sull’esame di coscienza; la seconda e la terza, sulla contemplazione dei misteri e della passione di Cristo; nell’ultima settimana l’esercitante giunge infine ad una vita di unione con Dio. Nata dall’esperienza diretta di Ignazio di Loyola – che percorse infatti egli stesso le tappe sulle quali è strutturato il suo metodo -, l’opera è, prima che una composizione letteraria, il cammino e il progetto di un uomo. Un “classico” della storia della spiritualità

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PollienFrançois Pollien La Vita interiore. Semplificata e ricondotta al suo fondamento, San Paolo Edizioni

Nella visione di don Pollien, è quasi superfluo rile­varlo, fa capolino la famosa considerazione ignaziana delle « tre classi di uomini », messa in uno dei punti decisivi degli Esercizi ed architettata allo scopo di sag­giare la volontà dell’esercitante. Memore, però, il Pol­lien, del consiglio dello Spirito Santo: «Non sprecare discorsi dove non ti si presta ascolto » (Sir 32, 6), mira senz’altro a selezionarsi i lettori: « Non mi rivolgo se non agli uomini che sentono e comprendono, a quelli che hanno bisogno di grandi cose, a quelli che sono decisi a gettarsi nelle profondità della vita seria… Se tu non sei di quelli, chiudi il libro, quest’appello non è per te. Qui non si vogliono mezze misure, non uomini così così, non cristiani per metà: o tutto o niente ». Era fatto così egli stesso.

 

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guardiniRomano Guardini Introduzione alla preghiera, Morcelliana

Che significato ha la preghiera, dal punto di vista antropologico? Quale funzione esercita nel complesso della vita spirituale? Perché la sua efficacia si presenta rinnovata e accentuata per la psiche dell’uomo della nostra età? Questi sono i primi interrogativi cui vuole rispondere Guardini in un’opera non volta ad un’indagine teologica di scuola, ma indirizzata a chiarire significato, forma, valore, condizioni, manifestazioni diverse, difficoltà della preghiera. L’autore intende cogliere la sostanza perenne dell’orazione: la lode, la adorazione, il ringraziamento di fronte a Dio, la venerazione di Maria e dei Santi la preghiera individuale e inventiva, la liturgia e la preghiera popolare.

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jeanguenin_ferite_animaGilles Jeanguenin Guarire le ferite dell’anima. Con san Francesco di Sales, Paoline Edizioni

Come ritrovare il gusto di vivere nonostante il dolore? Quali le vie per una guarigione dell’anima? Domande di fronte alle quali tutti cerchiamo risposte. L’Autore di questo saggio propone un cammino di guarigione dalle malattie dell’anima ispirato agli scritti e alla vita di san Francesco di Sales, grande conoscitore del cuore umano e maestro di vita, capace di grande dolcezza, di umiltà, accoglienza dell’altro. L’Autore, partendo appunto dagli scritti di san Francesco di Sales e dalla sua dottrina, identifica nelle passioni definite vizi capitali la fonte delle malattie interiori che feriscono e corrompono il cuore. A ciascuna di queste passioni l’Autore dedica un capitolo e individua nell’autentica conversione del cuore – fatta di accettazione di sé e degli altri, di perdono e soprattutto di amore di Dio – la via verso la guarigione interiore. Questa ricerca di verità, che integra le diverse tappe di un processo di accettazione di sé e di coscientizzazione, secondo l’Autore, è un percorso necessario per la guarigione di ogni ferita; infatti se vogliamo guarire, dobbiamo riconoscerci come persone ferite e malate. Il libro aiuta il lettore a fare un percorso dentro sé stesso, a scoprire il positivo che è contenuto nel dolore e nella fatica, che possono liberare dalla paura e guidare verso l’essenziale.  E, come suggerisce l’autore, “non ritorniamo più continuamente sulle nostre disgrazie e sui nostri grattacapi: anziché lamentarci e piangerci addosso, convertiamo il nostro cuore alla dolcezza e lasciamoci pervadere da essa”.

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